Su La7 primo sondaggio dell’era Draghi: FdI ancora avanti, cresce la Lega, giù Pd e 5Stelle

lunedì 8 Febbraio 20:44 - di Redazione
sondaggio FdI

Al Tg delle 20 Enrico Mentana ha snocciolato i dati del primo sondaggio dell’era Draghi (Swg). Una rilevazione su cui pesa il fallimento del Conte ter e anche l’atteggiamento adottato dai partiti dinanzi al “governo del presidente”. Con Mario Draghi chiamato dal Colle a certificare il fallimento della maggioranza silurata da Renzi.

Fratelli d’Italia guadagna consensi

Il primo dato da sottolineare è che Fratelli d’Italia passa dal 15,9 per cento al 16,5 facendo registrare un +0,6%. Segno evidente che gli elettori hanno capito che dietro il no a Draghi di Fratelli d’Italia c’è una scelta di coerenza e non un calcolo. E segno anche che quanto osservato da Giorgia Meloni – “rappresenteremo quel 30-40% di italiani che non si sentono rappresentati dal governo Draghi” – è una seria prospettiva politica e non frutto di un arroccamento.

Crescono anche Lega e Forza Italia

Cresce anche la Lega di Matteo Salvini che passa dal 23,3% al 24%. Un +0,7% che in questo caso premia la scelta di Matteo Salvini di andare a vedere le carte di Mario Draghi gettando nello scompiglio il Pd e la sinistra. Anche Forza Italia guadagna consensi con un 6,4% (dal precedente 5,8%) che è il risultato dell’impegno personale di Silvio Berlusconi per un governo di salvezza nazionale. Il centrodestra esce dunque rafforzato da questa crisi politica che ha portato alla defenestrazione di Conte e ha messo i partiti dinanzi alla scelta sul tecnico Draghi. Forse dunque l’idea di sdoppiare il centrodestra, con una componente di lotta e una di governo, si potrebbe rivelare una strategia vincente.

Note dolenti per Pd e M5S

Note dolenti per Pd e M5S che non hanno certo dato un bello spettacolo cercando di raggranellare “responsabili” per sorreggere la traballante poltrona di Giuseppe Conte. Il mercanteggiamento che è andato in scena al Senato ha dato i suoi risultati. Il Pd perde quasi un punto passando dal 19,8 al 19 per cento. Il M5S scende dal 16,3 al 15,8%.

 

 

 

 

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