Sondaggio, effetto-Draghi su FdI: balzo in avanti del 2,2%. Ora insidia il Pd che perde consensi

sabato 27 Febbraio 8:35 - di Redazione
Meloni

Un balzo del 2,2 per cento che porta Fratelli d’Italia a superare di due decimali quota 17 e ad insidiare molto da vicino il Pd in calo, ma ancora secondo dietro la Lega con il 19 per cento. E quanto emerge dal sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. Il partito di Giorgia Meloni stacca in maniera imperiosa il M5S, che arretra di quasi un punto pieno (-0,9) e ora al 15,4 per cento. Nel centrodestra la Lega è stabile al 23 per cento mentre Forza Italia (7,2) lascia sul campo il 2,6. Una vera e propria emorragia di consensi dovuta – secondo Pagnoncelli – all’elevata quota di contrari al governo Draghi tra gli elettori berlusconiani. Guadagna invece lo 0,6 Italia Viva, ora al 2,9 mentre Azione e +Europa restano appaiati al 2,3 per cento.

La rilevazione è del Corriere della Sera

Il sondaggio misura per la prima volta separatamente Sinistra Italiana, contraria al governo, da Articolo 1, favorevole. Insieme formavano Leu. La prima è all’1,9 e il secondo – il partito di Speranza – all’1,7 per cento. Dalla rilevazione emerge dunque una forte polarizzazione. Da una parte c’è infatti il partito della Meloni, la cui solitaria e patriottica opposizione al nuovo esecutivo, è apprezzata e soprattutto compresa da quote crescenti di elettori. Dall’altra ci sono il governo e il premier Mario Draghi, la cui fiducia resta ai massimi rispettivamente con il 62 ed il 69 per cento. Numeri che rendono bene l’idea delle aspettative riposte dagli italiani sul nuovo esecutivo rispetto ai tre fronti più caldi: pandemia, situazione economica, riforma.

La Meloni seconda anche per gradimento personale

Ma si tratta quasi di una professione di fede dovuta soprattutto alla riconosciuta autorevolezza di Draghi. Lo dimostra anche il fatto che, ad eccezione di Italia Viva, nessuno tra i partiti a suo sostegno sembra beneficiarne. Se infatti la Lega è stabile, tutti gli altri arretrano. Pd e M5S, soprattutto, per loro divisioni interne.  Certo, è presto per ricavarne certezze inossidabili. Ma l’avanzata di FdI è ormai un dato costante e comune a tutte le rilevazioni. Lo testimonia anche il 38 per cento di fiducia riscosso dalla Meloni, seconda tra i leader dietro il ministro Speranza, il cui nome – tuttavia – è legato all’emergenza sanitaria. Sul fronte degli schieramenti, infine, il centrodestra è al 47,8 per cento mentre il tutti gli altri escluso Si si fermano addirittura sotto il trenta (29,8).

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