Sileri, ancora insulti e minacce. E lui svela: «Un collega mi ha dato del mongoloide»

venerdì 5 Febbraio 11:27 - di Fortunata Cerri
Sileri

Pierpaolo Sileri PiazzaPulita, il programma di Corrado Formigli su La7 ha raccontato di aver ricevuto insulti e minacce di morte dopo la sua partecipazione a una trasmissione in tv. Il tutto per alcune prese di posizione su coronavirus e vaccini. Ma a rendere ancor più grave la vicenda, il fatto che le minacce via social siano arrivate anche da parte di un collega. «Ho ricevuto qualche minaccia di morte, ma ci sono abituato. Qualcuno ha fatto dei commenti strani. Qualche altro collega e la cosa mi ha fatto un po’ male per la parola usata…», ha rimarcato. (GUARDA VIDEO PiazzaPulita)

«Un fisiatra mi ha dato del mongoloide»

«Uno, credo sia un fisiatra, mi ha dato del mongoloide. E io a quel punto ho fatto un post molto duro. Puoi dirmi tutto ma non puoi usare una parola del genere, ci sono persone che soffrono e famiglie con disabilità. Un professionista sanitario che usa parole del genere fa semplicemente schifo. Schifo. E non è degno della professione sanitaria. L’ho scritto chiaro e tondo. Chi fa il medico, chi l’infermiere, chi si dedica agli altri ama. E lo fa al di sopra di ogni cosa, sopra la religione, sopra la politica, sopra  e ama ancora di più chi soffre. Ripeto persone che fanno questo, fanno semplicemente schifo, non sono degne…».

Sileri in difesa dei contratti sui vaccini

Durante la trasmissione, Sileri ha poi detto la sua sui contratti fatti dall’Italia sui vaccini. «I contratti sono stati fatti a livello europeo e quindi casomai non è l’Italia ma l’Europa intera. I contratti sono stati fatto bene all’inizio. È stato però sbagliato non renderli pubblici, questo ha alimentato dietrologie e quant’altro. Era prevedibile che ci sarebbero stati problemi di produzione. Chiunque sa come viene prodotto un farmaco, in questo caso un vaccino, con ingegneria genetica dietro importante, sa che in questi ambiti può esserci sempre qualcosa che non funziona. AstraZeneca ne è l’esempio. Lì vi è stato un problema di produzione in Belgio…».

 

 

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