Sci, Marco Marsilio: stagione finita, indennizzi secondo il fatturato degli ultimi tre anni

martedì 16 Febbraio 11:48 - di Paolo Lami

Fuori dalle polemiche roventi che, in queste ore si sono accese sull’incredibile trovata del ministro della Salute, Speranza, di bloccare, ieri, a quattro ore dall’apertura e dopo ben cinque rinvii, la partenza dell’attività sciistica, Marco Marsilio, governatore della Regione Abruzzo, fa esercizio di lucido pragmatismo.

Certo anche lui contesta le decisioni di Speranza, i tempi e il metodo. Ma guarda oltre, per tutelare quanti dalla stagione sciistica traggono di che vivere. E lancia una proposta concreta di indennizzi per gli operatori del settore, proprietari e gestori di impianti, albergatori, maestri di sci, rifugi, noleggiatori di attrezzature, e tutto quel mondo che ruota attorno ad una delle industrie italiane un tempo più floride.

È inutile girarci attorno. “Tranne le stazioni in alta quota, a marzo inoltrato la maggior parte non ha più la neve. Di fatto – taglia corto Marsiliola stagione è finita”. A questo punto che fare?

”Bisogna rapidamente prendere una decisione seria: dire ‘non si può sciare, è pericoloso’ e si indennizza il fatturato della stagione persa”, suggerisce Marsilio. Che ha in testa anche un modello.

”Una proposta onesta sarebbe quella di prendere una media del fatturato degli ultimi tre anni e su, quella, tarare un indennizzo”, spiega, ospite di SkyTg24, presidente della Regione Abruzzo.

Da parte sua Marsilio rivendica di aver “sempre contestato la mancanza di chiarezza dei percorsi. Non mi spaventa né chiudere né aprire. Ho fatto le zone rosse senza attendere le decisioni del Ministero – ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia che i cittadini abruzzesi hanno scelto per guidare la Regione. – Anche oggi a Chieti e Pescara, dove i due terzi dei casi sono da variante inglese, ho fatto, in maniera prudente, la zona rossa senza attendere che me lo chiedesse il Ministero”. Dunque la questione è un’altra. Non è la zona rossa, gialla o arancione.

“Il problema che frena anche le Regioni e apre il conflitto – va al sodo, Marsilio – è che ad oggi, dopo un anno dall’inizio di questa pandemia, non c’è stata un’adeguata capacità di copertura economica del danno che si crea con le chiusure. Se questo ci fosse stato nessuno avrebbe protestato più di tanto”, spiega il presidente della Regione Abruzzo.

Quanto al ministro Roberto Speranza e alle sue pericolose trovate estemporanee che hanno messo in ginocchio l’Italia – ultima l’industria del turismo biancoMarsilio ricostruisce così la cosa: “Speranza fino a sabato non aveva poteri. È l’effetto collaterale di una crisi irresponsabile. Sabato ha potuto ascoltare i suggerimenti dei suoi consulenti e assumere le sue decisioni”.

Detto questo, tuttavia, il governatore abruzzese critica fortemente il metodo e i tempi scelti da Speranza.

”Penso che decidere dalla notte alla mattina sia sbagliato e ingiustificabile perché durante la notte non è caduto un asteroide. C’è una pandemia in corso da un anno, c’è una scadenza più volte rinviata. E ogni volta che si rinvia si è prodotto un danno perché tutte le volte è arrivato a poche ore dalla scadenza”.

L’Abruzzo è la principale stazione sciistica, escluso l’arco alpino. Noi essendo in arancione abbiamo evitato la beffa delle piste pronte – ricorda Marsilio. – Gli imprenditori sapevano già da giovedì che non si poteva aprire. E hanno evitato di fare le ultime spese per gli interventi. Tutto questo ha ammortizzato la delusione e il danno”.

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