“Roccobello Casalino” va in soffitta, Palazzo Chigi passa dalla ricerca infantile dei like al “silenzio”

domenica 21 Febbraio 15:31 - di Hoara Borselli
Palazzo Chigi

Mentre Rocco Casalino cerca una sua nuova collocazione esistenziale impazzando tra i programmi tv con l’uscita del suo libro Il portavoce, c’è chi ha già iniziato la rivoluzione a Palazzo Chigi nel posto lasciato vacante dall’onnipresente grillino. Parliamo di Paola Ansuini, colei che direttamente da Banca d’Italia è stata designata a raccogliere “l’eredità” della comunicazione nelle sacre stanze del governo. Il passaggio di consegne segna il cambio di passo in totale controtendenza con il precedente stile comunicativo, asciutto e poco social. Dal Roccobello, soprannome con cui, secondo Augusto Minzolini, il premier Conte chiamasse il suo portavoce, siamo passati alla rigorosa istituzionalità del Lei che il premier Draghi rivolge alla Ansuini nonostante vanti un lavoro trentennale nel mondo della comunicazione politica economica di Banca Italia a stretto contatto con il neo premier.

Palazzo Chigi spazza via il modello Conte-Casalino

Dopo un uomo ombra al fianco di Conte, arriva la seconda donna chiamata per questo ruolo a Palazzo Chigi. Con l’arrivo di Paola Ansuini ,assicurano gli addetti ai lavori, assisteremo a un severo cambio di tendenza comunicativa rispetto all’ultimo modello Conte-Casilino. Dal troppo all’essenziale, dal ridondante al minimal. I social show, le dirette notturne, i post e i gruppi Whatsapp cederanno il passo alle note stampa che saranno concise e rigorose. No alle veline, ai commenti, ai retroscena di Palazzo che alimentavano solo confusione e ansia ad un popolo lobotomizzato che cercava in rete risposte chiare che puntualmente non arrivavano.

Il lockdown dei messaggi

Lo stile Bankitalia comporta pochi social, pochi spin, una comunicazione molto istituzionale e asciutta. Lo stesso Draghi durante la prima riunione del Consiglio dei ministri ha indicato la strada: «Si comunica solo quando si ha qualcosa da comunicare». Attenzione e rigore nel diffondere eventuali notizie. Proprio in questi giorni l’ex portavoce grillino,nel pieno del suo tour promozionale in cui regala interviste in ogni dove, ricorda l’importanza dei social prendendosi una “sterile” vittoria sull’ultimo post di saluto di Conte che sa quasi di minaccia iperbolica. «Conte non sarà dimenticato, il suo addio ha fatto più di un milione di like. Numeri che al mondo non fa nessuno».

Per Paola Ansuini un compito non facile

Il compito di Paola Ansuini non sarà semplice. Dovrà riorganizzare la struttura e rendere la comunicazione istituzionale chiara e di facile comprensione per i cittadini. È urgente che i messaggi, soprattutto sulla pandemia, siano il più possibile univoci e che i virologi facciano osservare alle loro esternazioni contrastanti, un sano e lungo lockdown, di quello che auspicano per l’Italia.

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