Rocco Casalino travolto dagli insulti sul web. E i Cinquestelle fanno le “verginelle” del turpiloquio

venerdì 5 Febbraio 9:30 - di Fulvio Carro
Casalino

Da una parte ci sono i boys di Di Maio, che hanno un amore smisurato per le poltrone. Dall’altro c’è Rocco Casalino, che invece ha un amore smisurato per le telecamere. È la fotografia dei Cinquestelle, che di politica masticano poco, di idee ne hanno poche (e sbagliate), ma di veleni sono grandi artefici. Però qui gladio ferit, gladio perit, chi di spada ferisce, di spada perisce. E accade che proprio loro sono vittime dell’effetto boomerang. I grillini sono diventati i bersagli del web, travolti da sfottò e vaffa dai quei follower che usano il loro linguaggio. Con la differenza che mentre gli “odiatori” agiscono sui social, i Cinquestelle sono partiti dagli stessi social e sono finiti nelle aule del Parlamento.

Rocco Casalino e i leoni da tastiera

Uno delle “vittime” (o presunte tali) dei leoni da tastera è proprio l’ombra di Conte, il portavoce proveniente dal Grande Fratello. “Peracottaro”, “parvenu”, “isterico” sono alcuni degli epiteti che gli rivolgono e che fanno inorridire il Fatto Quotidiano, che entra in campo per difendere il pupillo da coloro che hanno la puzza sotto il naso. Rocco Casalino, scrive il giornale di Travaglio, «non viene criticato, legittimamente, per come organizza le conferenze stampa (anche per quello),  per una eccessiva pressione sui Tg (anche per quello), per presunte gaffe o scatti d’ira (anche per quello). Su di lui non si esercita la sana critica al potere, ovunque sia collocato, anche nella stanza di fianco a quella del primo ministro».

I Cinquestelle fingono di non capire

Il problema però è un altro. I Cinquestelle dovrebbero quantomeno chiedersi il perché c’è l’attacco concentrico nei confronti di Rocco Casalino. Ma non lo fanno, non gli conviene. E accade che persino Lele Mora – che lo conosce bene – capisce quel che Conte non ha capito (o ha finto di non capire). «Il consiglio che gli darei? Quello di fare un bagno di umiltà. È andato oltre al suo ruolo di portavoce e forse, visto che era abituato alle telecamere, ha pensato che fosse un Grande Fratello politico. Ma se fai politica devi rispettare i ruoli che ti hanno assegnato. Soprattutto se sono molto importanti», ha detto Lele Mora all’Adnkronos. Un concetto semplice. Ma evidentemente i grillini non riescono a comprendere nemmeno i concetti semplici. Se provassero a fare uno sforzo, sarebbe già un buon risultato.

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