Ristoranti aperti la sera: il Pd dà ragione alla Lega. Ora è feeling tra Salvini e Bonaccini

martedì 23 Febbraio 17:44 - di Adele Sirocchi
Salvini Bonaccini

Sorpresa: la Lega non è più il nemico numero uno per la sinistra. Anzi si realizza un’inedita alleanza tra Carroccio e Pd per salvare le categorie messe a rischio dal Covid. È il messaggio che arriva da Stefano Bonaccini quando, a L’Aria che Tira su La7, definisce “ragionevole” la proposta di Matteo Salvini sulla riapertura dei ristoranti anche a cena, ma intensificando i controlli. E solo nelle zone non a rischio. 

Salvini: governatori di tutti i colori daccordo con me

E Salvini, a sua volta,  non manca di dirsi “contento che sindaci e governatori di tutti i colori politici convengano con me che se puoi pranzare in tranquillità e a distanza puoi anche cenare”.

Archiviata la stagione bellicosa tra Salvini e Bonaccini

Le aperture in sicurezza diventano dunque il terreno sul quale si sviluppa un inedito feeling tra Salvini e Bonaccini, archiviando la stagione bellicosa che li ha visti uno contro l’altro armati durante la campagna per il voto regionale in Emilia Romagna.

Bonaccini tende la mano a Salvini

Bonaccini tende la mano: “Adesso dobbiamo aiutare il Paese e cercare di mettere da parte le divisioni. Verrà il tempo in cui la Lega e il Pd torneranno a dividersi. Ma oggi si deve insieme, ognuno con le proprie idee, fare di tutto perché l’Italia possa ripartire il prima possibile”.

Riaperture, confronto Salvini-Draghi

Proprio sulle riaperture Salvini si è confrontato questa mattina con il premier Mario Draghi in un colloquio durato circa un’ora e mezza. Sull’opportunità di dare un po’ di respiro ai ristoratori ha parlato anche il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. Intervenendo in streaming al Consiglio nazionale della Coldiretti, il ministro ha riconosciuto l’impatto della pandemia sulla ristorazione.

Il muro del pregiudizio è caduto?

Il muro del pregiudizio anti-Salvini si era già infranto quando Nicola Zingaretti aveva rinunciato a porre veti sulla formazione del governo Draghi. Anche se poi il segretario dem aveva dovuto precisare: “Ribadisco che il Pd e la Lega qualsiasi cosa accada rispetto alla formazione del governo sono e rimangono forze alternative. Nessuno pensa che un’eventuale esperienza comune possa cambiare le cose”.

 

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