Ravetto, il silenzio dopo le vignette sessiste su di lei: ho cercato di proteggere mia figlia

lunedì 22 Febbraio 15:05 - di Adele Sirocchi
Ravetto

Laura Ravetto tace da tre mesi. Da quando è stata volgarmente colpita da una vignetta di Mario Natangelo, che pubblica sul Fatto. Ravetto aveva lasciato Forza Italia per la Lega e nella vignetta si alludeva al fatto che sapesse fare cose con la lingua. Di qui il rammarico di Berlusconi. In una seconda vignetta sempre Berlusconi la chiamava addirittura “mignotta”. Il caso degli insulti a Giorgia Meloni ci riporta anche a quelle offese. E ci ricorda che sembra essere una specialità della sinistra attaccare le donne dell’altra parte politica con un lessico sessista e maschilista.

Ravetto: solidarietà a Giorgia Meloni

Oggi Ravetto torna a parlare e lo fa con Libero. Esprime solidarietà a Giorgia Meloni e spiega di avere querelato Natangelo. «Ho querelato – dice – perché penso sia stato passato un limite invalicabile. Ho subito una violenza personale però quelle vignette non offendevano me ma tutte le donne». E ancora: «È stato evocato uno stereotipo di genere. Sono state aggredite tutte le donne arrivate a un certo livello, insinuando che debbano i loro successi a meriti sessuali. Io ho fatto una scelta politica e sono stata assalita sul privato e diffamata. Mi ha ferito come moglie e come madre».

“Per settimane sono andata a prendere mia figlia all’asilo”

Ravetto racconta poi della preoccupazione per la figlia Clarissa. «Se mia figlia Clarissa avesse quindici anni e non tre, io sarei stata ancora più mortificata, cosa le avrei potuto dire? Dopo che è successo il fatto io per settimane sono andata a prenderla all’asilo, per proteggerla e dare un segnale alle altre mamme che non avevo nulla da nascondere. Questo per farle capire il mio disagio».

L’allusione sessuale si scatena contro le politiche di destra

L’attacco alla sua reputazione arriva, Ravetto ne è convinta, perché lei è una politica di destra. «Non ho mai visto donne di sinistra vittime di allusioni sessuali sul percorso professionale e il raggiungimento del successo. E certo, se Natangelo anziché vignettista del Fatto disegnasse su Libero, si sarebbe scatenato un putiferio mediatico ben maggiore e tutta la sinistra vi avrebbe chiesto di cacciarlo». Quanto al maschilismo nella lega, Ravetto difende Salvini: il Carroccio – conclude – dà più spazio alle donne di quanto non faccia la sinistra.

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