Per incassare il reddito di cittadinanza una 93enne costretta ad affittare un’ambulanza

martedì 9 Febbraio 16:40 - di Giorgia Castelli
reddito di cittadinanza

Per poter accedere al reddito di cittadinanza è stata costretta ad affittare un’ambulanza. È accaduto, come riporta La Stampa, a un’anziana di 93 anni di Nichelino (Torino). L’anziana signora è inferma e la pensione la utilizza per per pagare la badante. Ecco perché il figlio si è organizzato e ha chiesto il sussidio a suo nome. Ma la burocrazia non perdona. Per  potere ottenere il reddito di cittadinanza era necessario che l’anziana signora si recasse all’ufficio postale di persona. Per risolvere il problema i familiari hanno pensato bene di affittare un’ambulanza della Croce rossa per portare la donna allo sportello. Questo perché le Poste non prevedono di effettuare pratiche a domicilio né di delegare altri. L’anziana così è arrivate alle Poste e ha firmato, si legge ancora su La Stampa, le carte sdraiata e legata sulla barella, poi è stata riportata a casa.

Nasconde pistola e droga: percepisce il reddito di cittadinanza

Un caso limite che riaccende l’attenzione sul reddito di cittadinanza e su chi percepisce il sussidio. L’ultima inquietante scoperta sulla misura tanto cara a Di Maio e ai 5Stelle riguarda il caso di un uomo che è stato arrestato dai carabinieri di Tropea. Durante durante una perquisizione in un orto nei pressi di una villetta nel territorio di Ricadi, i militari hanno rinvenuto una pistola calibro 6.35 detenuta illegalmente, 350 grammi di marijuana tenuti in un secchio chiuso, e 800 euro in banconote. L’uomo arrestato percepiva anche il reddito di cittadinanza.

Il sussidio anche ai fantasmi e ai mafiosi

Altro caso. Il reddito di cittadinanza dato anche ai fantasmi e ai mafiosi. Non è la prima volta che accade. L’ultimo caso in ordine cronologico è avvenuto a Trecastagni, in provincia di Catania. Le indagini, di cui si è parlato a L’Aria che Tira, hanno accertato come il reddito di cittadinanza sia finito anche nelle mani di chi non compare negli elenchi dell’Anagrafe. Al Comune, però, nessuno è stato in grado di dire nulla. I carabinieri, intanto, ne hanno già scovati sette e temono che il fenomeno sia molto più esteso. L’allarme è partito da un’autocertificazione sospetta.

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