Omicidio Khashoggi, Renzi la spara grossa: «I miei rapporti con l’Arabia Saudita? Necessari»

sabato 27 Febbraio 20:38 - di Eleonora Guerra

Come sempre Matteo Renzi si autoassolve. Anche oggi che gli è esplosa tra le mani la faccenda delle relazioni pericolose con l’Arabia Saudita e con il principe Mohammed bin Salman, che secondo gli Usa approvò l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, infatti, il “bomba” sostiene di non aver sbagliato nulla. Di più, di aver fatto bene. Ma ancora di più: di aver fatto il bene dell’Italia. E, a leggere le cose con attenzione, dell’intero mondo occidentale. «È giusto intrattenere rapporti con un Paese come l’Arabia Saudita? Sì. Non solo è giusto, ma è anche necessario. L’Arabia Saudita è un baluardo contro l’estremismo islamico ed è uno dei principali alleati dell’Occidente da decenni», ha scritto infatti Renzi nella sua consueta enews, dando la sua personale lettura dei fatti.

Renzi si assolve e quasi quasi si paragona a Biden

«Anche in queste ore, segnate dalla dura polemica sulla vicenda Khashoggi, il presidente Biden ha riaffermato la necessità di questa amicizia in una telefonata al Re Salman. Biden – ha scritto Renzi – ha, tuttavia, ribadito la necessità di procedere con più determinazione sulla strada del rispetto dei diritti. Non dimentichiamo che, fino a cinque anni fa, in Arabia Saudita, per fare un esempio, le donne non potevano nemmeno guidare la macchina. Le esecuzioni capitali stanno scendendo da 184, nel 2019, a 27 nel 2020». «Ma Biden ha chiesto giustamente di fare di più. Soprattutto sulla questione del rispetto dei giornalisti», ha sottolineato Renzi.

«La vicenda Kashoggi? Tre anni fa l’ho condannata»

A proposito della vicenda Khashoggi, ha quindi proseguito Renzi, «ho condannato già tre anni fa quel tragico evento e l’ho fatto anche nelle interviste sopra riportate, su tutti i giornali del mondo. Difendere i giornalisti in pericolo di vita è un dovere per tutti. Io l’ho fatto sempre, anche quando sono rimasto solo, come nel Consiglio Europeo del 2015, per i giornalisti turchi arrestati». «Difendere la libertà dei giornalisti è un dovere, ovunque, dall’Arabia Saudita all’Iran, dalla Russia alla Turchia, dal Venezuela a Cuba, alla Cina», ha quindi concluso Renzi, aggirando il merito delle accuse che gli sono state mosse non solo dagli amici-nemici di governo, che ne hanno approfittato volentieri per una chiara rappresaglia politica, ma anche da Amnesty international.

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