Niccolò Ciatti, svolta giudiziaria: fermato in Francia un secondo ceceno autore del pestaggio

venerdì 5 Febbraio 17:41 - di Lorenza Mariani
morte Niccolò Ciatti

Svolta giudiziaria nel caso della morte di Niccolò Ciatti. Le autorità di polizia francesi, su attivazione dei Carabinieri del Ros con il supporto del Servizio di cooperazione internazionale di polizia (Scip/Sirene), hanno rintracciato ieri a Strasburgo (Francia) un cittadino ceceno responsabile del pestaggio. Una delle belve che, il 12 agosto 2017, provocò la morte del giovane di Scandicci in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna). Il ceceno è stato quindi fermato in esecuzione di un Mandato d’Arresto Europeo (Mae). Un provvedimento emesso sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica. E emanato anche nei confronti di un secondo ceceno, già in cella in Spagna (in quanto colpito da provvedimento restrittivo delle locali autorità).

Morte di Niccolò Ciatti, arrestato in Francia l’altro ceceno responsabile del pestaggio letale

Come si intuisce chiaramente, l’importante risultato scaturisce da una complessa attività d’indagine condotta dal Reparto Crimini Violenti del Ros. Una unità specializzata nella risoluzione di crimini particolarmente efferati, commessi anche all’estero in danno di connazionali. E coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Le investigazioni, svolte in costante raccordo con i collaterali spagnoli, hanno consentito di acquisire solidi elementi identificativi degli autori del delitto, in modo tale da ricostruire appieno la dinamica dell’evento. Da quanto apprende l’Adnkronos, dunque, le autorità hanno già avviato le procedure di estradizione.

Morte di Niccolò Ciatti, si riaccendono le speranze di avere giustizia e verità

Una svolta, si diceva all’inizio. E infatti, anche Luigi Ciatti, il papà di Niccolò, commentando su Facebook l’arresto in Francia di un ceceno considerato responsabile del pestaggio e della morte di suo figlio, ha postato: «Un passo importante e decisivo verso quella giustizia che Niccolò deve avere…». Giustizia che in Spagna, ad oggi, si è mossa con estrema lentezza. Tanto che, nei giorni scorsi, con una mozione presentata a nome della Regione Toscana da FdI – primo firmatario Francesco Torselli – il partito di Giorgia Meloni è tornato a chiedere verità e giustizia per il nostro connazionale vittima di una ferocia inaudita. Un sollecito suonato da monito, con cui la Regione ha invitato le autorità spagnole a concludere il processo prima che maturino i tempi della scarcerazione dell’imputato attualmente detenuto in Spagna. Infatti, mette nero su bianco la mozione di Fdi, «sono passati 4 anni ed ancora non è neanche partito il processo che dovrà far luce sulla morte di Niccolò Ciatti a Lloret de Mar. E ad agosto – ricorda Torselli – l’unico ceceno attualmente in carcere, sarà liberato».

Avviate le procedure di estradizione: i due ceceni indagati a Roma per concorso in omicidio

Al momento, infatti, Raoul Bissoultanov è ancora in attesa del processo. Il detenuto ceceno, esperto di arti marziali, come mostrarono i video di sorveglianza della discoteca, è accusato di essere colui che sferrò a Niccolò un calcio in testa, risultato fatale. Anche per Bissoultanov, allora, il gip del tribunale di Roma, su richiesta della procura della capitale, ha spiccato un mandato di arresto europeo. Ora, anche il secondo ceceno, il 24enne Movsar Magomedov, appena arrestato in Francia, è indagato insieme a lui dalla Procura di Roma con l’accusa di concorso in omicidio. Secondo quanto emerso dalle indagini, Magomedov avrebbe iniziato per primo a colpire Ciatti in discoteca mentre subito dopo Bissultanov gli ha sferrato un calcio in testa. La magistratura italiana a questo punto è intenzionata a processare i due ceceni nel nostro Paese e, in piena collaborazione con Spagna e Francia, ha avviato le procedure per l’estradizione.

Il papà di Niccolò commenta l’arresto di uno dei tre aggressori avvenuto in Francia

«Siamo all’inizio. Ma non ci fermeremo finché non avremo giustizia». È quanto ha detto il padre di Niccolò appena saputo del fermo del secondo ceceno in Francia. E ancora. «Quando stamattina ho detto a mia moglie dell’arresto – ha dichiarato Luigi Ciatti, papà del 22enne di Scandicci – le sono iniziate a cadere dagli occhi lacrime e lacrime. D’altronde la nostra vita ormai è questa. Ogni giorno andiamo a trovare Niccolò nell’ultimo posto dove si vorrebbe andare a trovare un figlio, al cimitero. La notizia l’abbiamo accolta molto positivamente, certo. Nonostante per noi usare la parola contentezza sia difficile, consideriamo questo arresto un passo in avanti verso quello che abbiamo sempre sostenuto. È stato provato che quanto dicevamo era ed è la verità. Al pestaggio di mio figlio hanno partecipato anche gli altri ceceni. E sono stati forti. Reali i riscontri trovati se hanno addirittura permesso di richiedere un ordine di cattura europeo».

Luigi Ciatti: «La parola perdono l’ho cancellata dal mio vocabolario»

Luigi Ciatti è un fiume in piena, seppur con voce sommessa a volte rotta, mentre racconta la vita spezzata del suo primogenito e quella stravolta di una intera famiglia. «Lottare – dice – questo possiamo fare per un figlio di 22 anni che era a ballare. Che non era un delinquente che andava in giro a cercar risse o cosa. Stava solo ballando, tranquillo e beato. E questo è quello che gli hanno fatto questi ceceni balordi… Queste non sono disgrazie. Questi sono atti voluti. La parola perdono l’ho cancellata dal mio vocabolario. Ci deve essere giustizia che porti queste persone in carcere. Perché – conclude dolorosamente Luigi Ciatti – non c’è speranza di recuperare balordi di questo tipo».

 

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