Mieli estremo a “L’Aria che tira”: “Governo di poveracci. Mattarella non lo permetterà”

martedì 2 Febbraio 18:10 - di Alberto Consoli

Sono dei poveracci. Ma Mattarella lo permette?” La franchezza che  Paolo Mieli dimostra in questa fase politica è encomiabile. Già in un’intervista sui Libero era stato molto duro con queste consultazioni farsa e con il mercato delle vacche a cui da dieci giorni stiamo assistendo. Esprimendosi a favore delle elezioni qualora lo spettacolo offerto in questo frangente si facesse vieppiù indigesto sotto il profilo del decoro istituzionale. Lo storico non si nasconde parlando della crisi di governo in atto. Ha ribadito la sua critica ancora più veementemente a L’aria che tira, su La7, dove era ospite nello studio di Myrta Merlino. Intervento tutto da gustare.

Mieli: “Gente che si odia ,sarebbe un pastrocchio”

Allo storico e giornalista non piace la trattativa in atto.  E’ ripreso nel pomeriggio il tavolo di Fico proprio mentre Mieli è in  in collegamento. Trattativa che  sembra un  mercanteggiamento. Questo governo Conte ter -se si farà- dei Ciampolillo e “raccoigliticci” vari proprio non gli piace. Parole pesanti le sue, non si tiene, si sfoga: “Mi piacerebbe che si andasse al voto, perché qualsiasi accordo tra gente che si odia sarebbe un pastrocchio“, premette. “La gente che si odia”, senza perifrasi, è rappresentato da Matteo RenziGiuseppe Conte. Ma anche l’accolita dei costruttori-responsabili, europeisti che dir si voglia non è che trasudino identità di visione, se non lo scranno.  “Gente che si odia, veti su ministri, ministri messi lì per provocare, chiacchiere finte. Poveracci…”. Durissimo. “Se Conte rimane lì per Renzi è una sconfitta devastante. Quando un Parlamento è così consumato è meglio che prenda una boccata di ossigeno”, rimarca.

Governo, Mieli: “Elezioni?…”

Sarebbero più edificanti le urne,  Mieli è scettico ma non definitivo: “Sul voto scommetto zero, ma c’è tempo fino a marzo-aprile per avere una seconda crisi”. Già, perché secondo lo storico, “se viene un governo rabberciato con delle persone imbarazzanti forse il Capo dello Stato non glielo fa neanche fare, un governo”. E’ la speranza-appello che l’editorialista lancia al Capo dello Stato. Che già di recente si era “vergonato” per Mattarella. Quandoi all’ultimo momento il Pd “prestò” a Conte una senatrice in sostituzione della Lonardo. Mieli disse da Mentana, che un accordo fuinto era offensuivo per Mattarella”.

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