Massimo Anderson, grande protagonista della Destra giovanile tra gli anni ’50 e ’70

martedì 16 Febbraio 14:02 - di Federico Gennaccari
Massimo Anderson

I funerali di Massimo Anderson si svolgeranno nella Chiesa dei Santi Damino e Venanzio a Roma in Piazza di Villa Fiorelli giovedì 18 febbraio alle ore 10. La camera ardente sarà aperta domano all’Istituto Salus Infirmorum (via della Lucchina,41)

 

Massimo Anderson è stato uno dei grandi protagonisti della destra giovanile missina tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Quando nel giugno 1977 lasciò il Msi assieme ad Alberto Rossi, leader dei Volontari nazionali, e altri dirigenti giovanili, per aderire a Democrazia Nazionale, seguendo di qualche mese Pietro Cerullo, fu una  ferita profonda. Soprattutto per il mondo giovanile e per le lacerazioni che lasciò. Decennali rapporti di amicizia che si ruppero e in qualche caso non si recuperarono più. Risalgono agli anni Novanta, ai tempi di Alleanza Nazionale, i primi segnali di un lento disgelo.

La partecipazione a qualche presentazione di libri, suoi interventi tra il pubblico per portare la propria testimonianza sulla stagione in cui la destra era egemone nel mondo studentesco. Numerose erano le iniziative culturali ed i giornali, alcuni diretti da Anderson stessoe altri a cui ha firmato come collaboratore. Difendeva, a chi gliela ricordava, dell’esperienza di Democrazia Nazionale: guai a chi osava dire che era stata voluta dalla Democrazia Cristiana.

La militanza nella Destra giovanile

In vent’anni di militanza Massimo Anderson ha ricoperto incarichi nazionali che non si possono cancellare o rimuovere dalla storia della Destra.  Anderson nel novembre 1954 partecipò al convegno di fondazione della Giovane Italia, l’organizzazione studentesca la cui presidenza venne affidata al deputato Fabio De Felice. Anderson venne nominato nell’Esecutivo e dal presidente venne nominato segretario. Incarico che mantenne anche quando la presidenza passò ad Angelo Nicosia nel 1955 e a Fausto Gianfranceschi nel 1957.

Dalla Giovane Italia al Fronte della Gioventù

Fu tra i protagonisti del potenziamento della Giovane Italia su tutto il territorio nazionale. Nel 1967 divenne  presidente del Raggruppamento Giovanile e nel 1970  eletto al consiglio regionale del Lazio. Fu rieletto nel 1975, dopo essere già stato eletto al consiglio comunale di Roma. Quando successivamente Almirante decise di unificare i movimenti giovanili nel 1971, con la nascita del Fronte della Gioventù, lo nominò segretario con Cerullo presidente. Incarico che Massimo Anderson mantenne fino al gennaio 1977 quando si dimise prima del congresso al quale si presentò con la mozione di Destra popolare, che raccolse larga parte del Fronte della Gioventù.
La mozione ottiene il 10%. Con lui c’erano Pinuccio Tatarella, Ignazio La Russa, Luciano Laffranco, Riccardo De Corato e altri che però decisero di restare nel Msi quando a giugno lui e Alberto Rossi lasciarono il partito, ritenendo che non vi fosse più spazio per una politica moderata, schiacciata dal dualismo Almirante-Rauti. Sulla sua esperienza politica Anderson ha pubblicato il libro-intervista “I percorsi della Destra”. Lasciata la politica, Anderson si è occupato dei piccoli proprietari di casa, ricoprendo l’incarico di presidente di Federproprietà e dell’Arpe, non rinunciando ad ospitare sul giornale dell’associazione articoli sui libri e sui valori della Destra che l’hanno accompagnato per tutta la vita.

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