Londra scopre una nuova variante nigeriana, negli Usa ne spuntano altre 7. “Mutazioni allarmanti”

martedì 16 Febbraio 16:24 - di Carlo Marini
variante nigeriana ANSA

Una nuova variante inglese mette in allarme i virologi. In effetti sarebbe una nuova variante nigeriana, dopo quella identificata nel dicembre scorso.  “La variante B1525 è stata identificata in 33 soggetti ma si pensa sia maggiormente diffusa. Oltre alla mutazione ‘E484’ delle varianti brasiliana e sudafricana, ha la mutazione ‘Q677H’, sempre sulla ‘spike’. Queste due mutazioni preoccupano molto per gli effetti che potrebbero avere sull’efficacia dei vaccini. Si pensa venga dalla Nigeria, ma si sia già diffusa in molti altri Paesi”. Lo sottolinea l’immunologa dell’Università di Padova, Antonella Viola, in un post su Facebook.

Denominata B.1.525, è stata trovata in 33 persone anche se il dato potrebbe essere sottostimato. A riferire del nuovo mutante è il ‘Daily Mail’ online, spiegando di avere appreso che le autorità sanitarie ufficializzeranno oggi la scoperta.

Dalla variante inglese alla variante nigeriana

Otre alla mutazione E484K presente anche sulle varianti brasiliana e sudafricana, B.1.525 porta un’altra mutazione. Si chiama Q677H ed è sempre sulla proteina Spike che il coronavirus usa per attaccare le cellule bersaglio. Queste due mutazioni preoccupano molto gli esperti per gli effetti che potrebbero avere sull’efficacia dei vaccini. La nuova variante condivide inoltre alcune somiglianze con il mutante Kent, quello ormai prevalente in Uk, ritenuto fino al 70% più contagioso e probabilmente anche più mortale.

La variante B.1.525 risale a metà dicembre. Tuttavia, avrebbe già raggiunto 11 Paesi tra cui Stati Uniti, Canada e Danimarca. L’origine è appunto in Nigeria, dove 12 dei 51 campioni di virus analizzati (24%) presentavano il nuovo mutante.

“Qualcosa sta succedendo con questa mutazione”

E non c’è solo la variante nigeriana ad allarmare. Negli Stati Uniti sono state individuare 7 nuovi varianti del coronavirus, tutte con una mutazione in una specifica area genetica. Lo riporta uno studio preliminare citato dal New York Times, dove si spiega che le varianti sono state scoperte in diversi Stati del paese e non è ancora chiaro se i ceppi siano più contagiosi. “C’è chiaramente qualcosa che sta succedendo con questa mutazione”, ha detto al New York Times Jeremy Kamil, virologo della Louisiana State University e coautore dello studio.

Kamil ha spiegato che stava sequenziando i campioni di coronavirus quando ha notato le nuove varianti, che hanno mutazioni sullo stesso aminoacido. Gli scienziati sono preoccupati perché le mutazioni potrebbero potenzialmente rendere più facile per il virus ‘entrare’ nelle cellule umane, ha riferito il Times.

Kamil, dopo aver inserito il genoma in un database online utilizzato da altri scienziati, ha appreso che c’erano ricercatori nel New Mexico che avevano trovato la stessa variante con la stessa mutazione.

Gli scienziati Usa hanno scoperto 7 nuove varianti

Gli elementi rilevati da Kamil risalgono al 1 ° dicembre e i campioni del New Mexico risalgono a ottobre, ma non è chiaro quando queste varianti abbiano effettivamente iniziato a circolare. “Al momento sarei piuttosto riluttante a fornire un luogo di origine”, ha detto al Times Emma Hodcroft, epidemiologa dell’Università di Berna e coautrice del nuovo studio.

Lo studio deve ancora essere sottoposto a revisione. Gli esperti hanno detto al Times che sono necessari ulteriori procedure per valutare se queste mutazioni influiscano sulla trasmissione o sulla morbilità.

 

 

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