La farsa è finita: il 59,3% dice sì a Draghi. Di Maio: “Vince l’intelligenza collettiva”. Gli altri tutti cretini

giovedì 11 Febbraio 19:54 - di Stefania Campitelli

“Abbiamo scelto la strada del coraggio e della partecipazione“. Alle 19,03 Luigi Di Maio dà il grande annuncio. Il popolo grillino ha detto sì all’ingresso nel governo Draghi. Un’ora dopo la chiusura dei ‘seggi’ virtuali sulla piattaforma Rousseau il leader azzoppato dei 5Stelle canta vittoria. E spaccia un esito scontato, eterodiretto dai capi, come uno straordinario successo di democrazia. Senza un minimo di decenza.

Di Maio trionfante: ha vinto il coraggio

Ma davvero qualcuno poteva pensare che le consultazioni online degli iscritti pentastellati potessero dare un risultato diverso? Con quel quesito imbarazzante? Prodotto dalla mente furbetta e pericolosa del duo Grillo-Casaleggio junior. Con il sì già annunciato. Con il calendario del premier incaricato già pronto. Governo e fiducia lampo per dare subito lo start al ‘governo della provvidenza’.

Il 59,3 per cento ha detto sì al governo Draghi

Su oltre 74mila votanti la percentuale dei sì è stata pari al 59,3 per cento. Tanto basta, meglio non strafare, per far vincere la linea governista. Favorevoli all’esecutivo di ‘alto profilo’  44.177 mentre, contrari 30.360. Non proprio una schiacciante vittoria per la nomenklatura 5Stelle. Nessuna percentuale bulgare come per le passate consultazioni online. Quella sull’alleanza di governo con la Lega e sulla successivo abbracci con il Pd.

La solita farsa della democrazia della rete

Una volta spalancate le porte all’esecutivo dell’amico delle banche, l’odiato ex numero uno della Bce, i vertici 5Stelle hanno messo in scena la solita arlecchinata. “Faremo decidere gli iscritti”. Ma certo, saranno loro a sciogliere i nodi della posizione del primo partito in Parlamento (non certo nel paese, visti i sondaggi). Tutto secondo copione. La piattaforma dei miracoli intitolata al filosofo del bon sauvage, i ritardi cronici, lo slittamento del voto appeso al ministero ‘green’. Lo stupore finale. Sullo sfondo quel rompiscatole di Di Battista ad abbaiare alla luna. Non cambio idea – ha detto fino all’ultimo. No al governo dei tecnocrati. Il primo step è andato. Ma ora per Grillo sarà impossibile evitare la scissione.

“Ha vinto l’intelligenza collettiva”

Giggino da il meglio di sé. Gongolante per l’esito che gli permetterà, forse, di restare ancora in sella con un ministero. “Voglio ringraziare ogni singolo attivista e iscritto alla piattaforma Rousseau che ha espresso il proprio voto”, scrive su Facebook parlando di ‘intelligenza collettiva’ che prevale sul singolo. E ancora. “La legalità, la giustizia, lo stop ai privilegi, la protezione dell’ambiente. Lo sviluppo sostenibile, l’acqua pubblica e molto altro. Siamo ancora questo. Anzi, da oggi lo siamo con maggiore consapevolezza”. Infine, noblesse oblige, il ringraziamento a Beppe. “Per il grande contributo offerto in questa fase”.

Casaleggio non si sbilancia: devo sentire Beppe

“Non ho ancora parlato con Grillo, adesso lo chiamo”. Così Davide Casaleggio dopo il voto degli iscritti sulla piattaforma che ha dato il via libera all’esecutivo Draghi. Lo stesso che poco prima aveva messo le mani avanti nel caso, molto remoto, il no a  fosse stato maggioritario. “Le valutazioni politiche le rimando agli organi politici del M5S” ha aggiunto. Senza svelare il suo voto.

 

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