La disperazione di Rocco Casalino. Fino a lunedì diceva ai cronisti: “Amore, ci sarà un Conte ter”

giovedì 4 Febbraio 8:34 - di Carlo Marini
Rocco Casalino

Non basteranno gli scatoloni. Rocco Casalino per lasciare il suo ufficio a Palazzo Chigi “dovrà chiamare una ditta di traslochi”. Lo rivela il Corriere della Sera di oggi, raccontando della stanza da corte imperiale occupata finora dal portavoce del premier uscente Giuseppe Conte.

“Per liberare il suo ufficio servirà una ditta di traslochi”

“Un ufficio grande come un campo da calcetto”, racconta il quotidiano di via Solferino, svelando che Rocco Casalino era inorridito vedendo la stanza che avevano occupato i predecessori, da Ricardo Franco Levi a Silvio Sircana, da Paolo Bonaiuti a Filippo Sensi. Per l’ex concorrente del Grande fratello, quella stanza non era adatta al suo lignaggio. E aveva avviato i lavori di ristrutturazione. Non si è mai saputo quanto siano costati, perché la trasparenza dei grillini si è rivelato l’ennesimo bluff.

 “Rocco Casalino, permaloso e mitomane”

“È inutile cercare di definire il suo ruolo: demiurgo, spin doctor, eminenza grigia, sottosegretario senza aver giurato sulla Costituzione. Rocco è stato quello che gli è stato consentito di essere”. Fabrizio Roncone, che firma il ritratto al vetriolo, infierisce sull’ex Gieffino. “Certo, per i cronisti politici sono stati anni stupendi. Rocco allude, tratta, corteggia, annuncia, rimprovera, minaccia, drammatizza e poi, quasi sempre, perdona. Permaloso e un po’ mitomane (tornando da Bruxelles: «Per questo benedetto Recovery avete ringraziato tutti, da Conte a Gualtieri, e vi siete dimenticati di me»), pignolo fino all’ossessione, narratore sfrenato”.

Dopo Ponte Morandi si lamentò che gli rovinava il Ferragosto

“Organizza cene con Conte, Macron, Merkel: dove, senza esitare, si siede a capotavola. Poi si alza e, al cellulare, decide gli ospiti dei talk show ( Il Foglio spiegò che c’era un «Codice Rocco»), in Rai è temutissimo, annulla interviste ai quotidiani («Stabilisco io se Peppino parla o no»), via WhatsApp – duro come gli ha insegnato Casaleggio padre – minaccia i dirigenti del Mef: «Li cacciamo». Dannato cellulare. Non usarlo così, Rocco. Sei troppo disinvolto. Glielo dicevano: ma niente. Crolla il ponte Morandi a Genova, i pilastri in macerie ancora fumanti, la conta dei morti e dei superstiti, ma lui si lamenta con i giornalisti: «Basta, non mi stressate! Chiamate come pazzi. Io ho pure diritto di farmi un paio di giorni, che m’ è già saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco…». Era un «vocale», c’era l’audio: è costretto a chiedere scusa. Pochi giorni dopo i paparazzi lo sorprendono comunque sugli scogli con José Carlos Alvarez, il suo fidanzato cubano. L’ex cameriere che vive di sussidi, segnalato all’Ufficio Antiriciclaggio della Banca d’Italia. «José giocava in Borsa, non sapevo nulla, è vittima di ludopatia», spiega Rocco e nessun reporter va oltre.

L’autobiografia di Rocco Casalino era pronta nelle librerie

Roncone ricorda poi il talento naturale di Rocco per  lo spettacolo per gli show della sua creatura, Conte. Che Dagospia chiama “Lo schiavo di Casalino”.  “La politica, però, è una roba diversa. Rocco, ad un certo punto, non ci capisce più niente. Scrive un libro autobiografico. Augusto Minzolini ha pubblicato su Twitter un suo audio di tre giorni fa. «Amore, ci sarà un Conte Ter, stai tranquillo». Ora a essere meno tranquillo è Rocco. Non gli basteranno gli scatoloni per lasciare la stanza grande come un campo di calcetto di Palazzo Chigi.

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