La br Mara Cagol con Pertini e Berlinguer nell’album di famiglia Pci. Finalmente hanno ammesso la verità…

domenica 28 Febbraio 19:27 - di Adele Sirocchi
Mara Cagol

La brigatista Mara Cagol, compagna di Renato Curcio e uccisa in un conflitto a fuoco con i carabinieri nel 1975, può stare accanto a Pertini e Berlinguer nel pantheon della sinistra? La domanda è lecita dopo che il gruppo Repubblica-L’Espresso, pubblicizzando una iniziativa editoriale sui 100 anni del Pci,  nella manchette accosta le tre figure: “La travagliata fine del Pci attraverso le figure di Cagol, Berlinguer, Craxi, Bobbio e Pertini”. A scrivere di Mara Cagol è Benedetta Tobagi, figlia di una vittima del terrorismo rosso. 

L’accusa di Rossana Rossanda nel 1978

Finalmente senza più imbarazzi Repubblica ammette ciò che a destra e in tutto il paese sapevamo da tempo: le Br fanno parte a pieno titolo della storia della sinistra italiana. Lo scrisse Rossana Rossanda nel 1978 sul Manifesto, suscitando un vespaio: “Chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria. Il mondo, imparavamo allora, è diviso in due. Da una parte sta l’imperialismo, dall’altra il socialismo”.

Il giornalista Lavia attacca: Mara Cagol e Pertini? Ma sono scemi?

L’ammissione del gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso su Twitter è stata subito notata. Parte all’attacco il giornalista di sinistra Mario Lavia: “Vedo ora una pubblicità dell’iniziativa editoriale di Rep sulla storia della sinistra, “attraverso le figure di Cagol, Berlinguer, Craxi, Bobbio, Pertini”. Cagol??? La fondatrice delle BR accanto a Bobbio e Berlinguer??? Ma sono scemi???”.

Luca Bottura: le Br erano maggioritarie nelle fabbriche

No, non lo sono, replica Luca Bottura, ispiratore dell’antifascismo da tastiera, uno per il quale i militanti di FdI non sanno neanche scrivere, il quale rivendica l’appartenenza dei brigatisti alla storia della sinistra: “Erano nemiche del PCI che fu decisivo nello sconfiggerle e isolarle. Mussolini fu socialista per convenienza e fascista per potere. Le Br vellicavano la memoria della Resistenza tradita e prima dell’omicidio Rossa erano maggioritarie nelle fabbriche. Basta leggere due libri”.

Per Luca Bottura i brigatisti sono parte di una storia “complessa”

E ancora, Bottura difende così la scelta di mettere insieme un ex presidente della Repubblica e una che organizzò il sequestro di Mario Sossi: “Dico solo che “leggere” quegli eventi senza contestualizzazione è un errore e sì, nello stesso album ci sono Mara Cagol e Pertini, Guido Rossa e chi lo uccise. Siamo noi. Controversi e complessi”. E in effetti le Br si richiamavano alla lotta partigiana di cui Sandro Pertini fu illustre esponente 

Ironia su Twitter: e Curcio ve lo siete dimenticato?

Infatti è proprio così. Loro sono così, hanno i brigatisti nel pantheon. Il punto però non è questo: il punto è se la circostanza va rivendicata o no con orgoglio. Repubblica ha fatto evidentemente la sua scelta. E sempre su Twitter c’è chi ironizza: “Si sono dimenticati di Curcio, metterlo pareva brutto?“. E chi tira le somme: “Hanno dimenticato anche Barbara D’Urso“.

 

 

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