Il virologo Clementi: l’Europa si prenda il vaccino russo. Le varianti? No alla paura, ci sono sempre state

lunedì 22 Febbraio 19:55 - di Redazione

“La campagna vaccinale anti-Covid? Mi pare che ci sia stato un ‘sussulto’ di concretezza: meno Primule e più organizzazione e coinvolgimento dei medici di famiglia, e in prospettiva anche delle stesse aziende”. La vede così il virologo Massimo Clementi, che con le Primule del commissario straordinario Domenico Arcuri, padiglioni a forma di fiore pensati per ospitare la fase della vaccinazione di massa, non aveva mai simpatizzato molto: “Magari era anche qualcosa di carino – osserva in un’intervista all’Adnkronos – ma la Primula mi è sembrata un qualcosa di frivolo applicato a un problema serio. Lo trovavo un po’ in contrasto”.

Clementi: ottimo l’accordo coi medici di famiglia

“Invece – spiega il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, docente nello stesso ateneo – mi sembra molto positivo l’accordo con i medici di famiglia per coinvolgerli nelle vaccinazioni e trovo molto utile l’offerta di Confindustria di somministrare vaccini nelle aziende. Mi sembra giusto aprire più canali e coinvolgere più attori, il tutto va a finire dentro una strategia vaccinale che dovrebbe però avere un coordinamento”.

Scontiamo i ritardi dell’Europa

Secondo l’esperto, la domanda da porsi “non è tanto come si sta muovendo l’Italia, quanto piuttosto come sta agendo l’Europa. Perché l’Italia è un po’ al seguito. E l’Europa è stata particolarmente statica in una prima fase, quando altri Paesi si sono mossi sui vaccini. Quindi noi purtroppo paghiamo un ritardo iniziale dell’Europa che si spera di colmare con i prossimi vaccini che arriveranno, a cominciare da J&J”.

Ottimo il vaccino russo, l’Europa dovrebbe acquisirlo

“Quanto al vaccino russo Sputnik V – conclude – dal punto di vista scientifico ho visto il lavoro pubblicato su ‘The Lancet’ e i risultati mi sembrano ottimi. E’ basato su una tecnologia interessante e su una strategia evoluta”. Nei panni dell’Europa, “io percorrerei questa strada fino in fondo”.

No al terrorismo psicologico sulle varianti

“Ammettiamo che la variante di Sars-CoV-2 sia più diffusiva. Il dato su cui porre attenzione è questo, il resto non cambia. Non è più patogena, non ha caratteristiche diverse dal virus originario. E soprattutto è normale che ci siano queste varianti, ce ne sono centinaia al giorno, dall’inizio. E’ giusto e importante che vadano studiate e che il virus sia seguito nella sua evoluzione. Non mi pare corretto invece fare terrorismo psicologico sulle varianti, perché non ci sono comportamenti diversi da attuare se non le misure che già conosciamo. Detto questo, sono favorevole al fatto che si possa arrivare a chiusure mirate territorialmente definite, come si fa adesso, per limitarne la diffusione”.

Tra due mesi situazione più favorevole

Infine avverte: “Dobbiamo far passare un mese e mezzo o 2 per arrivare più vicini a una situazione più favorevole, con il caldo e l’estate e con più vaccini somministrati. Quindi va tutto bene, sono d’accordo sulla necessità di riflettere su eventuali restrizioni. L’unica cosa che non mi piace è l’accentuazione del tema varianti, che ci sono sempre state, ci sono e ne vedremo ancora”.

 

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