Il Reddito di cittadinanza ad altri 145 mafiosi. Erano già condannati, ma all’Inps era sfuggito

sabato 20 Febbraio 9:51 - di Federica Parbuoni
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Condannati per mafia e affiliati alle più potenti cosche del Palermitano, e lo stesso percettori del reddito di cittadinanza. La Guardia di Finanza ha fatto emergere l’ennesima vergogna che travolge il sussidio. E che, per le dimensioni dello scandalo, si pone come un altro caso particolarmente più eclatante. I mafiosi sovvenzionati dallo Stato col Reddito di cittadinanza, infatti, in questo caso sono ben 145.

Basta una dichiarazione mendace e il gioco è fatto

Il meccanismo con cui i 145 mafiosi hanno ottenuto il Reddito di cittadinanza direttamente o per il tramite dei loro familiari è sempre lo stesso, caratterizzato da una sconfortante semplicità: hanno presentato dichiarazioni mendaci. La Gdf li ha scoperti con un controllo a tappeto su circa 1400 persone, tra le quali ha selezionato coloro che, a partire dal 2009, hanno subito condanne definitive per il reato di associazione di tipo mafioso o per reati aggravati dal metodo mafioso, quindi per reati che impediscono di fruire del reddito di cittadinanza.

Una lunga lista di reati

La lista dei reati per cui queste persone sono state condannate è sconcertante: c’è l’associazione mafiosa e poi c’è l’aggravante del metodo, applicata a casi di tentato omicidio; estorsione; rapina; favoreggiamento; trasferimento fraudolento di beni; detenzione di armi; traffico di sostanze stupefacenti; illecita concorrenza con minaccia o violenza; scambio elettorale politico-mafioso. Tutte circostanze già certificate dalla giustizia italiana, eppure ignorate dall’Inps che ha erogato il sussidio. Così dal 2019 a oggi lo Stato ha sborsato un milione e 200mila euro di “paghetta” a questi pregiudicati.

Ecco chi sono i mafiosi con il reddito di cittadinanza

Soldi che ora bisognerebbe cercare di recuperare in qualche modo. Ma la misura dell’operazione è data dai numeri dei sequestri preventivi effettuati fin qui: hanno riguardato 26 dei condannati, per una cifra complessiva di appena 70mila euro. E sì che i nomi coinvolti sono di primo piano nel panorama della criminalità organizzata locale, e non solo. Tra i colpiti dal provvedimento figurano, infatti, appartenenti alle famiglie mafiose della Kalsa, di Resuttana, di Passo di Rigano, di Partinico e di Carini, nonché affiliati ai clan degli Inzerillo e dei Lo Piccolo.

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