Gramellini elogia Crosetto sul “Corriere”: «Altro che Spadafora». Poi la critica feroce a Di Maio

venerdì 5 Febbraio 8:47 - di Mia Fenice
Gramellini

Elogio in prima pagina del Corriere della Sera di Guido Crosetto e critica feroce a Luigi Di Maio Vincenzo Spadafora. L’elogio arriva in un corsivo firmato da Massimo Gramellini nella rubrica Il Caffé e titolato Ad altezza d’uomo. «Ha suscitato una certa sorpresa Guido Crosetto (Fratelli d’Italia, area liberale, unico esponente: lui), quando si è chiamato fuori dalle voci che lo vorrebbero tra i papabili per il ministero dell’Economia con un lapidario “Non sarei all’altezza”», scrive Gramellini.

Crosetto e Spadafora a confronto

Il giornalista torinese osserva: «E non tanto perché si tratta di un omone di due metri. A creare scalpore è stato il senso vagamente rétro di una simile ammissione di inadeguatezza proprio nel giorno in cui l’ormai ex ministro dello Sport, Spadafora, ha candidamente riconosciuto che al momento di accettare l’incarico non sapeva nulla di sport». Altro stile rispetto a Crosetto. L’ex parlamentare di Fratelli d’Italia nel momento in cui ieri impazzava il toto-ministri ha dato una lezione ai teorici dell’uno vale uno. Ha liquidato l’ipotesi di un suo possibile incarico al Mef con quattro semplici parole: «Non sono all’altezza». E poi ha puntualizzato: «Sono stufo di avere persone non all’altezza che credono di essere in grado di fare qualunque cosa. Io al massimo posso fare le guide per i ristoranti…». Un’eleganza che non è sfuggita a Gramellini.

Gramellini: «Crosetto inadatto ai tempi…»

«Certo – aggiunge ancora – fare il ministro dell’Economia in un governo presieduto da Draghi non è come fare il ministro dello Sport in un governo sotto-presieduto dalla palestra a Casalino. Semmai è come giocare in doppio a tennis con Roger Federer: un vantaggio, ma anche un paragone opprimente. E Crosetto, che l’Economia l’ha studiata, pur senza arrivare alla laurea, non se la sente di correre il rischio. Questo lo rende totalmente inadatto ai tempi, che sono quelli in cui Lawrenzi d’Arabia fa morire un governo senza ricordarsi di essere stato lui a farlo nascere».

La critica feroce a Di Maio

Poi l’attacco feroce al ministro degli Esteri.   «Un Di Maio avventuratosi fino alla Farnesina rivela di avere conosciuto Draghi e di averne ricavato una buona impressione, senza sentirsi ridicolo. Più ancora che l’incompetenza, a ispirare le gesta di tali fenomeni si direbbe l’inconsapevolezza. “So una sola cosa, di non sapere”, affermava Socrate. A occhio, Crosetto sembrerebbe più socratico che spadaforico».

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