Gandolfini in difesa della preside accusata di censura: «Ha solo un torto, ha fatto il suo dovere»

giovedì 11 Febbraio 14:34 - di Mia Fenice
Gandolfini

Massimo Gandolfini esprime solidarietà alla preside del liceo Giulio Cesare di Roma. Come riporta il sito Fanpage.it, «gli studenti del collettivo Zero Alibi dello storico liceo hanno denunciato quella che loro definiscono una vera e propria censura da parte della preside». Secondo i ragazzi, infatti si legge ancora sul sito, la dirigente scolastica avrebbe bocciato alcuni corsi proposti per la Settimana dello Studente. «Tra i corsi che avevamo intenzione di proporre, ne avevamo programmato uno sull’aborto, uno sull’identità di genere e un altro sull’occupazione fascista dei Balcani ma ci sono stati censurati dalla nostra preside, con motivazioni che riteniamo assurde».

Le accuse alla preside e la solidarietà di Gandolfini

In difesa della preside è subito sceso in campo Gandolfini, presidente dell’Associazione Family Day. «Ci troviamo di fronte all’ennesima manipolazione dei fatti realmente accaduti. Al Liceo Giulio Cesare di Roma – a fronte di un progetto educativo che affronta temi eticamente sensibili come l’aborto e le teorie dell’identità di genere – la preside ha legittimamente invitato a riformulare il progetto, in quanto privo del requisito fondamentale del coinvolgimento/consenso dei genitori quando si affrontano progetti d’insegnamento extracurriculari».

«Tanto le linee guida del Miur in ordine all’art.1, comma 16, della legge 107 (a firma ministro Valeria Fedeli) quanto la circolare ministeriale 19534/18 – spiega Gandolfini – prevedono lo strumento del “consenso informato preventivo” da parte dei genitori ogniqualvolta si propongano attività non previste nel Ptof e che sono al di fuori del curricolo obbligatorio. Il ruolo fondamentale della responsabilità genitoriale, sancito dall’articolo 30 della Costituzione, non può essere scavalcato da una decisione, presa – si dice – a maggioranza, da parte del Collegio docenti».

«La dirigente ha fatto il suo dovere»

«La dirigente ha una sola responsabilità – prosegue – quella di aver fatto il suo dovere, applicando leggi e norme stabilite, non soggette a libera interpretazione. In questo senso troviamo immotivato, volgare e vergognoso l’attacco mediatico cui la preside è stata fatta oggetto».

«L’Associazione Family Day – conclude Gandolfini – in rappresentanza di milioni di famiglie italiane, in condivisione con numerose altre associazioni di genitori, nell’esprimere totale solidarietà e condivisione con la preside, auspica che all’interpellanza parlamentare promossa dall’onorevole Fratoianni in ottica di censura della condotta della dirigente scolastica, si contrapponga una reazione da parte delle forze politiche che sostengono il principio di libertà educativa, saldamente ancorato al dettato costituzionale».

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