Di Pietro non vede l’ora di tornare in politica. Di Battista lascia il M5S: da oggi non è più iscritto

lunedì 22 Febbraio 16:03 - di Francesco Severini
Di Pietro

Antonio Di Pietro sta per tornare. I mormorii sono diventati una mezza certezza dopo gli scossoni che hanno fatto esplodere la galassia Cinquestelle.  L’ex pm di Mani Pulite ha offerto l’uso del simbolo di IdV, il partito da lui fondato una volta entrato in politica, a Di Battista e ai dissidenti del Movimento 5 Stelle espulsi.

La nipote di Di Pietro: mio zio tentato dalla politica

A confermare al Corriere della Sera l’intenzione di Di Pietro è stata la nipote, Valentina Bozzetti, 54enne responsabile di Italia dei valori nel Molise. Se glielo chiedono nel modo giusto, afferma, lo zio sarebbe pronto a tornare. Lo zio, dice, non è uomo che si adatta a ritirarsi in campagna. «Ha dei faldoni enormi — assicura —. Non è uomo da stare fermo, voleva ritirarsi in campagna ma poi non ce l’ha fatta. Segue per quanto può la terra, guida ancora il trattorino e adesso sta mettendo la rete elettrificata per i cinghiali». La politica lo tenta ancora. «Lo vedo che dentro sta male quando nota tanti incompetenti, è fatto così. L’eredita di quanto fatto, Idv non vorrebbe lasciarla andare anche se mio zio ha fatto bene a lasciare il simbolo a Ignazio Messina per non finire in certe beghe”.

Tornerà a Roma dal podere di Montenero come Cincinnato?

Tonino Di Pietro tornerà allora a Roma come Cincinnato dal suo podere di Montenero di Bisaccia? Si chiede Libero. Di sicuro lui ne avrebbe voglia ma devono realizzarsi alcune condizioni imprescindibili. “Devono caricarlo di peso sul trattore i ribelli Cinque Stelle, capeggiati da Di Battista”,  scrive Renato Farina.

Di Battista non è più iscritto al M5S

“Li capiamo – continua – hanno bisogno di lui se vogliono riapparire sulle scena nazionale. Beppe Grillo se n’è andato. Hanno bisogno di un uomo di panza, di un rivoluzionario sì, ma con le spalle larghe e le scarpe grosse, non di un Che Guevara come Alessandro Di Battista, che andrebbe bene per la Bolivia e forse il Venezuela, ma è un fantaccino con la cerbottana”.

Alessandro Di Battista, intanto, dopo avere assicurato che a capeggiare i ribelli in un nuovo partito non ci pensa nemmeno, lancia un segnale che fa capire che qualcosa è in movimento. Da oggi non è più iscritto al Movimento 5 Stelle.

 

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