Cutolo, il questore di Napoli vieta il funerale pubblico. Cerimonia privata al cimitero

venerdì 19 Febbraio 18:51 - di Redazione

Il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ha disposto il divieto dello svolgimento di funerali in forma pubblica e solenne per Raffaele Cutolo, il boss della Nuova Camorra Organizzata detenuto al 41 bis e morto mercoledì all’ospedale di Parma.

Domani l’autopsia di Raffaele Cutolo

Il provvedimento è stato firmato nel pomeriggio e sarà notificato ai familiari. Domani mattina alle 11 sarà eseguita l’autopsia, poi la salma sarà trasferita dai familiari a Ottaviano (Napoli), città natale di Cutolo e nella quale risiedono i familiari. I funerali potranno svolgersi quindi solo in forma privata all’interno del cimitero, con la partecipazione dei soli familiari più stretti.

Sergio D’Elia: prima lo hanno seppellito vivo, ora gli negano una degna sepoltura

“E’ uno Stato davvero spietato quello che si comporta così nei confronti di un morto. Lo hanno prima seppellito vivo nel 41 bis per un quarto di secolo e ora gli negano anche una degna sepoltura, una vera cerimonia religiosa”. Lo dice all’Adnkronos Sergio D’Elia, segretario dell’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’, commentando il no del questore di Napoli allo svolgimento dei funerali in forma pubblica.

L’avvocato di Cutolo: trattamento disumano riservato al boss

“In questo modo da Stato di diritto diventa uno Stato Caino – aggiunge D’Elia – uno Stato che non si dimostra forte, ma violento. Cutolo è stato condannato e messo in un buco nero del carcere, lasciato morire come un cane senza il minimo senso cristiano di pietà”. E’ stato l’avvocato di Cutolo, Gaetano Aufiero, a rilanciare la polemica sul “trattamento disumano” riservato al boss in regime di 41 bis. “Da due anni non riconosceva più neanche la moglie e la figlia”.

Siamo col prefetto di Napoli, dalla parte delle istituzionidice invece Fabio Giuliani, referente regionale campano di Libera -Non siamo giudici e non vogliamo esserlo. Con tutto il rispetto per la vita e per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente”.

A Ottaviano ricordano che per Mario Fabbrocino, il boss rivale, che fece uccidere nel 1990 a Tradate, in Lombardia, l’unico figlio di Cutolo, Roberto, di 28 anni, la sepoltura avvenne alle sei di mattina, ed i manifesti funebri apparvero a tumulazione avvenuta.

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