Covid, gli epidemiologi: il lockdown? Uccide ed è inutile. Non c’è motivo di paralizzare l’Italia

venerdì 19 Febbraio 12:11 - di Paolo Lami

Il lockdown per combattere il Covid? Inutile e dannoso. Addirittura aumenta il numero dei morti. Parola dell’epidemiologo Roberto Volpi, autore del libro ‘No! Non è andato tutto bene”.

In un’intervista a “La Verità”, Volpi fa a pezzi, numeri alla mano, non solo le strategie adottate dal governo Conte per combattere il Covid ma, anche, tutti quei virologi che sgomitano per andare in Tv a fare le primedonne e che litigano fra di loro dicendo tutto e il contrario di tutto, terrorizzando le persone senza, peraltro, azzeccarne una giusta.

“Il lockdown non solo è inutile, ma dannoso. Ora ci troviamo davanti a un’evidenza. E cioè che l’andamento della pandemia risulta totalmente slegato dalle strategie adottate dai vari Paesi. La Germania e il Regno Unito sono la dimostrazione del fallimento delle misure più drastiche, che laggiù, dove sono state prese, hanno portato solo più vittime”.

Volpi fa l’esempio di Berlino che “si è messa in lockdown il 9 dicembre. Dopodiché, da una media di 2.000 morti a settimana è passata a una di 6.000 morti a settimana. E oggi ha il doppio dei morti di otto-nove settimane fa”.

Motivo? “Se chiudi in casa i positivi con i negativi la gente muore. Esattamente quanto accaduto in Italia a marzo, a riprova che il lockdown uccide“.

“La questione di fondo è: qual è il significato delle misure che vogliono imporci? – si chiede Volpi. – Servono mascherine, distanziamento e igiene. Stop”.

Ma c’è un altro aspetto che grava pesantemente sulle persone e che può fare persino più danni del Covid, alla lunga.

”Il caos di voci e opinioni dei virologi ha un effetto depressivo sulla popolazione – avverte Volpi. – Cosa aspetta il ministro a richiamare all’ordine almeno i membri del proprio Comitato tecnico scientifico e i vari consulenti del ministero?». Il desiderio di i apparire sugli schermi Tv degli italiani ha generato mostri.

Ma Volpi mette in guardia anche da un altro rischio, dalla saldatura di interessi di vario genere fra questo circo Barnum di virologi assetati di notorietà e i media del mainstream che alimentano, per diversi motivi, questo caos di dichiarazioni e di allarmi spesso contrastanti. Una miscela esplosiva.

“C’è un mainstream al quale non puoi opporti, non ci sono neppure gli spazi per esprimere opinioni diverse da quelle correnti – osserva l’epidemiologo – espresse dalla litigiosissima galassia dei virologi. La politica non dovrebbe avere paura di nulla, e invece ha una fifa matta della scienza, ha un complesso di inferiorità nei suoi confronti”.

L’analisi spietata e senza peli sulla lingua fatta da Volpi trova una sponda anche in una collega, anch’essa epidemiologia. dell’Aie, l’Associazione Italiana di EpidemiologiaStefania Salmaso, che, ospite di “Agorà” su RaiTre, dice: oggi “non c’è un incremento tale dei casi che giustifica una paralisi del Paese. Ma ci zone dove c’è più allarme”.

“In questo frangente abbiamo scelto di navigare a vista. E ci muoviamo cercando di isolare le zone dove il virus si diffonde – spiega la Salmaso. – Occorre spingere al massimo sulle vaccinazioni, questo ci aiuterà a ridurre i malati severi, le nuove infezioni e contrastare le varianti“.

 

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