Chi è Antonio Funiciello, Capo di Gabinetto di Draghi: un uomo Pd per tutte le stagioni

martedì 16 Febbraio 10:31 - di Angelica Orlandi
Funiciello

Nel governo “dei migliori”  ritroviamo una vecchia gloria – si fa per dire- dei governi passati. Si tratta di Antonio Funiciello, 45 anni, di Caserta, una laurea in Filosofia e 15 anni nel Pd: sarà  il prossimo capo di gabinetto del presidente Mario Draghi. Un “ritorno a casa”, con buona pace della “discontinuità”, parola abusata e “stuprata”, visti i ritorni e le riconferme tragiche. A Palazzo Chigi  era stato capo di Gabinetto di  Paolo Gentiloni fino al 2018. Scrisse un libro dal titolo “programmatico”: Il metodo Machiavelli – Il leader e i suoi consiglieri: come servire il potere e salvarsi l’anima” (Rizzoli).

Governo, chi è Antonio Funiciello, capo Gabinetto di Draghi

Funiciello ha nel suo curriculum  alcune consulenze per Enrico Morando, Giorgio Tonini, Walter Veltroni. Ebbe una  una infatuazione  per “l’agenda Monti”, ci ricorda il Fatto quotidiano. E, uomo Pd, nell 2013 fu  “responsabile della Cultura” dei dem sotto la segreteria di  con Guglielmo Epifani. Ebbe una sbandata pure per Matteo Renzi, fu un seguace praticante del “renzismo”. Sbeffeggiò con fare sessista la sindaca M5S Chiara Appendino: “Appendino è bocconiana, come Sara Tommasi”. Stendiamo un velo pietoso. Con un titolo felice Travaglio lo definisce “Cafone il Censore”.

Montiano, renziano, uomo Pd

Renziano di ferro all’epoca del referendum poi fallito nel 2016.  Fu presidente del Comitato Basta un Sì. In tv a quel tempo piagnucolava di un “gravissimo vulnus alla libera informazione” a scapito del fronte del Sì. Presentò un esposto all’Agcom, – la quale aveva appena certificato il contrario, ossia la sovraesposizione del fronte del no. Ebbene, Funiciello ebbe il coraggio di chiedere il Daspo per quei 3 o 4 giornalisti schierati per i No. Il referendum naufragò, ma non Funiciello. Divenne capo di gabinetto di Paolo Gentiloni. Poi è stato nel  cda della Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, presieduto da Luciano Violante. All’epoca era un nemico per i grillini e  Vito Crimi lo apostrofò:  “un prodotto del poltronificio del Pd”. Ora il M5S dovrà conviverci.  Che bel governo.

“Cafonate” via twitter

Nell’editoriale  Travaglio cita alcune “cafonate” del nostro. Alcuni tweet traboccanti saliva non appena è giunta la nomina di Draghi da parte del Capo dello Stato. ” DRAGONS . L’alba dei Nuovi Cavalieri”; “Poi parve a me che la terra s’ aprisse tr’ ambo le ruote, e vidi uscirne un #drago” (Dante, Purgatorio);  “Da pochi giorni Città della Pieve sembra Versailles”. Ci manca solo che descriva che cammina sulle acque. L’avrà scelto proprio SuperMario?

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