Brutale aggressione a Linate: un tassista picchiato a sangue dal cliente. L’urlo: «Aiuto, aiuto»

martedì 9 Febbraio 19:14 - di Redazione
tassista aggredito
Un tassista di 48 anni, Tommaso Bonfiglio,  ha più volte urlato “Aiuto, aiuto”.  Inutilmente. La brutale aggressione subita allo scalo aeroportuale di Linate lo ha lasciato a lungo sotto choc. Al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano gli hanno dato una prognosi di 7 giorni a causa delle contusioni riportate durante il pestaggio selvaggio.

Aggressione a un tassista: “Non ti pago”

Lo apprendiamo dal Giorno.  Bonfiglio, tassista, ha raccontato che in tanti anni di lavoro è questa la prima volta che gli capita di subire un pestaggio. Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato poco dopo le 20.30, quando il tassista ha preso una corsa da via Pascarella 20 a Linate. Nel viaggio, durato circa mezz’ora, il conducente e il passeggero Germano, questo il nome con cui si sarebbe presentato l’aggressore, parlano del più e del meno. “L’uomo avrebbe raccontato al tassista di essere un imprenditore di successo. Ha anche raccontato di dover noleggiare un Suv della Bmw in aeroporto per raggiungere Napoli”, leggiamo sul Giornale.

Tre transazioni fallite con la carta di credito

Ma, arrivati a Linate, cambia copione. Il tassista  ha fermato la vettura alla rotonda della zona arrivi, rimane solo da pagare. 40,50 euro. A quel punto il cliente passa al tassista due carte di credito, ma in entrambi i tentativi le transazioni non vanno a buon fine. Il cliente è quindi sceso dalla macchina per effettuare il pagamento via app. Ancora nulla. Unica soluzione proposta dal tassista è quella di effettuare il pagamento utilizzando i contanti. A quel punto il cliente ha dato di matto, ha cominciato a spintonare il tassista, che cade a terra. L’uomo continua a dargli calci in testa.

Il cliente fuori di sé rientra nella vettura  per prendere il Pos e scaraventarlo sul tappetino dell’auto. Torna quindi a minacciare il tassista. Poi se ne va. I colleghi di Tommaso lo soccorrono e avvisano subito la polizia. Grazie all’identikit fornito dal conducente l’uomo viene identificato e fermato. Il giorno dopo parte la denuncia e viene data alla polizia una copia del filmato ripreso dalla telecamera installata sul taxi.

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