Bruno Vespa tifa “San Mario”, ma incorona la Meloni: “Ha usato toni nobili, da leader dell’opposizione”

20 Feb 2021 16:41 - di Valter Delle Donne
Bruno Vespa

Anche Bruno Vespa, come la maggior parte degli opinion leader italiani, fa il tifo per Mario Draghi. Anche per il conduttore di Porta a Porta il nuovo presidente del Consiglio andrebbe fatto “Santo subito”. Un film che abbiamo già visto con Mario Monti. E, in quel caso, tutti sappiamo come è andata a finire. Ma ciò che il popolare giornalista Rai scrive oggi sul Quotidiano nazionale  è un’analisi non conformista, che rende merito all’unica leader, in Italia, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro.

L’elogio di Giorgia Meloni, tra le righe, arriva alla fine di un lungo ragionamento. Se Draghi, scrive Vespa, adempirà a una serie di impegni presi in Parlamento, “San Mario (lo definisce proprio così tra il serio e il faceto ndr) potrà affiancarsi ai due colleghi che si festeggiano il 19 gennaio e il 31 dicembre”. Sempre che i dissidenti fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle facciano opposizione leale, come promesso da Giorgia Meloni, perché “il governo ha bisogno di stimoli, non di sabbia negli ingranaggi”.

Anche Bruno Vespa conquistato da Draghi

Appunto un riconoscimento indubbio della posizione chiara della leader di Fratelli d’Italia. Anche se, come era prevedibile, Vespa fa capire chiaramente di parteggiare “senza se e senza ma” per l’ex presidente della Bce.

“Noi (che abbiamo il virus dell’ottimismo) crediamo – scrive Vespa nel suo commento – che Draghi riuscirà a convincere – via Europa – le multinazionali a rilasciare i permessi per produrre i vaccini in Italia. Avere trenta milioni di vaccinati entro giugno significa stroncare la malattia e salvare l’economia turistica. Paradossalmente è la sfida principale, ma anche la meno difficile. La vera svolta di Draghi va misurata sul resto”. Quale? “Sbloccare davvero immediatamente gli appalti, lavorare 24 ore al giorno come per il ponte di Genova. I lavoratori edili hanno dato la loro disponibilità. Si aspetta lo Stato. Basterebbe questo a dare una sferzata alla disoccupazione e al Pil”.

Poi la conclusione appunto, che incorona Fratelli d’Italia e la sua presidente. “Draghi ha dalla sua una maggioranza molto solida anche se clamorosamente eterogenea. Caso ha voluto che l’emorragia grillina abbia consegnato al centrodestra (per tre quarti governativo) la maggioranza al Senato. Giorgia Meloni ha usato toni nobili da leader dell’opposizione. Speriamo che la stessa cosa facciano gli scissionisti dei 5 Stelle. Il governo ha bisogno di stimoli, non di sabbia negli ingranaggi”.

 

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