Blitz all’Asl di Caserta: 12 arresti. Tra gli indagati anche il presidente Pd del Consiglio regionale

lunedì 22 Febbraio 11:22 - di Redazione
Asl

Dodici arresti, sei misure interdittive, 79 indagati (tra cui anche il presidente del Consiglio regionale della Campania) e un sequestro di oltre 1,5 milioni di euro. Sono i numeri della maxi-indagine “Penelope” disposta dai magistrati di Napoli Nord sull’Asl di Caserta. Nel mirino degli inquirenti, assenteismo, corruzione e gare d’appalto truccate. Già nel novembre scorso, una prima tranche della stessa indagine aveva portato alla sospensione di 22 “furbetti del cartellino“, tra cui importanti funzionari in servizio al distretto Asl di Aversa. Tra le condotte contestate, anche quelle relative all’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118). Secondo gli inquirenti avveniva in cambio di regali e assunzioni in favore dei componenti la commissione giudicatrice o di loro familiari.

Corruzione e assenteismo al Dsm dell’Asl

Lo spaccato offerto dalle copiose intercettazioni telefoniche e ambientali è quello tipico delle patologie nella pubblica amministrazione. Nel caso specifico, si tratta del Dipartimento di salute mentale (Dsm): favoritismi, giro illecito di denari, gare truccate. Falsi ed abusi, sempre secondo l’accusa, non avrebbero risparmiato neppure la gestione di pazienti con patologie psichiatriche. Il trucco consisteva nell’affidarli a strutture esterne convenzionate senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte dell’Uvi, il competente organo specialistico. Ovviamente, l’onere di degenza (diverse migliaia di euro per ciascun paziente) gravava per intero sull’Asl e quindi sul contribuente.

A Gennaro Oliviero è contestato il traffico d’influenze

Più o meno lo stesso scenario registrato nelle strutture di riabilitazione convenzionate. Anche in questo caso, la corruzione serviva a neutralizzare il controllo sui piani riabilitativi dei pazienti psichiatrici affidati ai privati. È inoltre emersa la gestione occulta da parte di alcuni funzionari dell’Asl. Il tutto si sarebbe concretizzato attraverso l’intestazione fittizia a persone compiacenti di strutture private convenzionate, alle quali gli stessi funzionari indirizzavano i degenti. Ognuno di loro costava all’Asl 88 euro al giorno. Infine, al presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, la Procura contesta il reato di traffico influenze in relazione a un singolo episodio.

 

 

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