Antoniozzi (FdI): “Il no al governo Draghi è condiviso anche da chi non viene dalla destra”

lunedì 8 Febbraio 16:30 - di Mia Fenice
Antoniozzi

«Diciamo no a un possibile governo Draghi per coerenza». Alfredo Antoniozzi, ha una lunga storia politica. È stato parlamentare europeo viene da esperienze della Dc e di Forza Italia e attualmente è vicepresidente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. Antoniozzi puntualizza che il no a Draghi è una posizione «condivisa all’interno di Fratelli d’Italia anche da quanti provengono da esperienze diverse dalla destra, come il sottoscritto».

Lei parla di coerenza…

«Certo. Coerenza con quanto abbiamo detto e fatto in questi anni. Ci siamo opposti a un governo di sinistra. E abbiamo chiesto a gran voce di andare a votare.  Il governo era inadeguato a gestire questa fase difficile del Paese. Inadeguato per la eterogeneità della composizione parlamentare. I due governi Conte hanno sommato posizioni che non si potevano sommare. Il risultato è del tutto evidente agli italiani».

Quali sono state le vostre richieste?

«Noi abbiamo chiesto dal primo momento di ritornare al voto. L’abbiamo chiesto da subito dopo il voto perché non c’era nessuna maggioranza chiara che fosse coesa e con gli stessi programmi e gli stessi obiettivi».

Adesso però Conte non c’è più…

«Con Draghi non cambia la musica. Al di là dell’autorevolezza  della persona che nessuno contesta, anche lui dovrà  sommare posizioni che non si possono sommare perché il problema è il Parlamento non Draghi. Ecco perché bisogna tornare al voto».

Come sarà questo governo?

«Se nascerà sommerà paure, ambizioni e illusioni. Perché il povero Draghi  si troverà a mediare ogni giorno posizioni fortemente contrapposte sul sociale, in economia e in campo politico. E quindi Draghi dovrà accantonare le scelte più importanti perché non troverà l’intesa delle forze politiche. Accontonando, accantonando l’Italia pagherà un duro prezzo».

E quindi qual è il valore del no?

«Noi non vogliamo ostacolare le azioni positive del governo. Voteremo gli atti significativi per la crescita economica, sociale e per il grave tema della salute. Ma non intendiamo far parte di una compagine che sembra un circo equestre con dentro tutto e il contrario di tutto. Riteniamo che dall’opposizione si possa  fare più dignitosamente e in maniera più trasparente l’interesse del Paese. Non chiediamo posti di governo, di potere perché faremo le nostre battaglie per evitare scelte ingiuste e dannose».

Gli italiani capiranno questa scelta?

«Certo. Gli italiani meritano di scegliere un governo che abbia la forza popolare per fare scelte difficili. Questo governo rischia il paradosso di essere più debole di quelli precedenti. Rispettiamo le scelte che altre forze politiche del centrodestra stanno facendo ma non le condividiamo».

 

 

 

 

 

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