Andrea Scanzi si rende ridicolo: i like al post di Conte sono un problema per Draghi…

lunedì 15 Febbraio 19:12 - di Riccardo Angelini
Scanzi

Andrea Scanzi fa il fenomeno. Un po’ come l’Alberto Sordi-Nando Moriconi accolto dal grido “americà, facce Tarzan“. Ebbene Scanzi queste grida di incoraggiamento se le lancia da solo con post autocelebrativi che meriterebbero un approfondimento psicanalitico. Ecco ciò che ha scritto su Instagram: “Più o meno un anno fa, ho deciso di rendere questa pagina Facebook una “corazzata”. Sapevo che le potenzialità potevano essere alte. Ma ora stiamo decisamente esagerando! Il mio post di ieri su Conte è entrato nella top ten mondiale di Facebook per interazioni. Avete capito bene: non top ten in Italia (quello accade sempre), ma… nel mondo! Al momento quel post ha 431mila like, 128mila commenti e 29mila condivisioni. Ha raggiunto 6 milioni e 200mila italiani. Cifre allucinanti! E il post di saluto di Conte è finito addirittura al primo posto. Fossi in Draghi, qualche domanda me la porrei. Comparire nella top ten di Facebook è una soddisfazione enorme. Viva!“.

Per Scanzi i like determinano la buona politica

Dunque, per Scanzi, sono i like che determinano la buona politica, il successo, la reputazione pubblica. Non i fatti. Non il voto popolare (roba antiquata, vuoi mettere i social…). In tandem con Il Fatto Scanzi sta vantando l’apprezzamento al post di saluto di Giuseppe Conte come un “predellino” virtuale che consegna all’Italia uno statista che il mondo ci invidia. Quei like dovrebbero addirittura impensierire Mario Draghi, secondo l’acuto politologo Scanzi. Adozione acritica, la sua,  della linea Casalino che nel suo libro autobiografico paragona Conte a Kennedy.  Solo che nel caso di Casalino si può dare una giustificazione: per lui Giuseppe Conte è stato il padre gentile e premuroso che a Rocco è mancato  (il genitore naturale era un violento manesco). Ma Scanzi, invece, che problemi ha?

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