3 donne aggredite e uccise nelle ultime 24 ore: la lunga scia di sangue lasciata dai compagni killer

martedì 23 Febbraio 16:44 - di Greta Paolucci
3 donne uccise in 24 ore

3 donne aggredite e uccise nelle ultime 24 ore: una lunga scia di sangue, lasciata dai compagni killer. Da Trento a Ferrara, passando per Torino. È questo, l’ultimo crocevia dell’orrore sanguinario agito contro donne, mogli, madri, ex compagne, segnala questo triangolo della morte. Tre aggressioni brutali in solo 24 ore, registrate ieri, nel nord Italia. Ma la localizzazione geografica, purtroppo, non è il solo denominatore comune tra i femminicidi appena compiuti. Ferocia e rancore, uniti all’incapacità di gestire una separazione, si assommano infatti a una violenza incontenibile, volta ad uccidere. Sono delle esecuzioni, quelle inferte alle vittime. Delle condanne a morte troppo spesso annunciate da Maltrattamenti. Minacce. Denunce e segnalazioni.

3 donne uccise in 24 ore: la scia di sangue che da Trento e Torino, arriva a Ferrara

Una scia di sangue che, da Trento a Torino, passa per Ferrara. Senza dimenticare le ultime vittime di Genova e di Faenza. Coltelli, accette, mani nude: qualunque strumento è ormai diventata un’arma contro donne indifese, aggredite da compagni ed ex mariti diventati nemici ossessionati pronti a trasformarsi in assassini senza pietà. Proprio come Lorenzo Cattoni, sposato con la 42enne Deborah Saltori, originaria di Vigo Meano, piccolo sobborgo rurale a pochi chilometri dalla città di Trento. Secondo quanto fin qui ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile, guidati Tommaso Niglio, l’uomo, di 3 anni più giovane della moglie, con degli sms scambiati con la vittima nelle ore precedenti l’efferato delitto, avrebbe attirato la donna – con la quale era in corso una causa di separazione – in una trappola senza via di scampo. Le avrebbe scritto di raggiungerla nella sua proprietà, perché le avrebbe voluto dare un assegno per il mantenimento del bimbo.

Trento, l’sms trappola, poi l’aggressione mortale: e uccide la moglie con l’accetta

Una volta lì, i due hanno discusso. La situazione è degenerata. Fino a culminare nell’aggressione mortale. Lorenzo, che dal 2 dicembre si trovava agli arresti domiciliari a casa dei genitori proprio per maltrattamenti ai danni della moglie, ha colpito Deborah con un’accetta. Due volte. Poi, mentre la donna giaceva al suolo, nel suo stesso sangue, l’assassino ha cercato di togliersi la vita, procurandosi delle lesioni profonde con un coltello. Ora lui è in rianimazione in ospedale. Deborah, invece, madre di 4 figli: tre ragazzi avuti da una precedente relazione, e l’ultimo, nato dall’unione con il suo carnefice, non c’è più…

Ferrara, Rossella uccisa in casa e trovata in bagno, stesa nel suo sangue

Ferrara, quando i carabinieri arrivano sulla scena del crimine di Bondeno, trovano il corpo di Rossella Placati disteso in terra nel bagno, privo di vita e con numerose ferite. La testa della donna è fracassata, e giace in una pozza del suo stesso sangue. L’aggressione, dicono i riscontri, è stata feroce. E oggi, quando a distanza di 24 ore inizia a delinearsi una prima ricostruzione dell’atroce delitto, gli investigatori sembrano confermare questa agghiacciante ipotesi e a far convergere i sospetti sul convivente di Rossella Placati. Un artigiano edile, separato e residente a Borgo San Giovanni. Gli inquirenti al lavoro sul caso indagano per omicidio. E l’uomo è la persona su cui si concentrano le indagini degli inquirenti. Che lo hanno sottoposto a un lungo e interrogatorio alla presenza del sostituto procuratore e del suo difensore.

Il sospettato principale è il convivente: la sua, una versione dei fatti contraddittoria e lacunosa

Lo hanno chiamato a ricostruire con precisione che cosa sia accaduto in quella casa. A spiegare dove si trovasse al momento dell’omicidio. Per giustificare le sue dichiarazioni e i suoi spostamenti. Tanto più che nell’abitazione non ci sarebbe alcun segno di effrazione… Nel frattempo, l’esame del medico legale non lascia margine al dubbio: la vittima, un’operaia bondenese 50enne. Divorziata, è morta a seguito di una ferita alla testa. Dovuta verosimilmente ad un’azione violenta. Il suo convivente sotto interrogatorio, intanto, ha fornito una versione dei fatti contraddittoria e lacunosa. A cui si contrappongono, peraltro, una serie di gravi indizi di reato a suo carico. Motivi per il quale il sospettato, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara, a firma del Pubblico Ministero Stefano Longhi.

Torino, studentessa accoltellata al petto e al collo dall’ex: è gravissima

Sempre ieri, infine, il caso di Torino chiudeva quella è stata una giornata a dir poco tragica. Culminata in due femminicidi eseguiti in meno di 12 ore. E conclusa dal tentativo di compierne un terzo, sventato per miracolo grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, allertati dai passanti. Vittima, una studentessa di 20 anni, accoltellata più volte al petto e al collo. In mezzo alla strada. Preda della furia dell’ex fidanzato 27enne, Jetmir Kurtsmajlaj. La giovane, salvata dai militari intervenuti a bloccare l’aggressore, è stata operata per sei ore ed è in prognosi riservata...

 

 

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