Strage di Viareggio, Cassazione ribalta l’appello: prescritti gli omicidi colposi. La rabbia dei parenti

venerdì 8 Gennaio 19:40 - di Redazione
Strage di Viareggio Cassazione

Strage di Viareggio, per la Cassazione molto è da rifare: i giudici della Suprema Corte prescrivono gli omicidi colposi nei confronti degli ex vertici delle ferrovie. A partire da Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana ed ex ad di Ferrovie dello Stato. E dispongono un nuovo processo di appello, tra gli altri, anche per l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano, che era stato condannato a sei anni. E per Francesco Favo (ex certificatore della sicurezza per Rfi), condannato a 4 anni. I familiari delle vittime accolgono la sentenza tra rabbia e disperazione.

Strage di Viareggio, Cassazione: prescritti gli omicidi colposi

Dunque, la sentenza tanto attesa sulla Strage di Viareggio, è arrivata: Prescrizione per gli omicidi colposi e nuovo processo di Appello per disastro colposo nei confronti degli ex vertici delle ferrovie. A 11 anni e mezzo  da quella notte di choc, dolore e morte, la decisione della Suprema Corte riapre quella ferita mai rimarginata, che riprende a sanguinare. Quella notte del 29 giugno del 2009. Costata la vita a 32 persone, torna a rivivere nella memoria dei loro cari e nell’aula della Giustizia. Ma alla fine, i giudici della Quarta sezione penale di Piazza Cavour, ribaltano la sentenza di Appello, facendo cadere l’aggravante sulle norme di sicurezza. E dichiarando quindi prescritti gli omicidi colposi. Ci sarà però un nuovo processo, per rivalutare alcuni profili di colpa nei confronti di Moretti e di Michele Mario Elia, ex ad Rfi.

Strage di Viareggio, la Cassazione ribalta la sentenza d’appello

In Appello Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana ed ex ad di Ferrovie dello Stato, era stato condannato a 7 anni di reclusione. Con Michele Mario Elia, ex ad Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad Trenitalia, condannati a 6 anni di reclusione. Il sostituto procuratore generale Pasquale Fimiani aveva chiesto un nuovo processo di Appello per l’ex ad Moretti e per altri tre ex dirigenti di Rfi: Francesco Favo, ex responsabile certificazione sicurezza, condannato in appello a 4 anni. E per Giovanni Costa e Giorgio Di Marco: per i quali sono state confermate le assoluzioni. La Quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha inoltre assolto, perché il fatto non sussiste, le società coinvolte nella strage ferroviaria di Viareggio. Tra cui Gatx Rail Austria GmbH, Gatx Rail Germania GmbH, Jungenthal Waggon GmbH, Trenitalia, Mercitalia Rail s.r.l., Rfi, dall’accusa di aver violato le norme in materia di responsabilità amministrative delle persone giuridiche.

Rabbia e disperazione tra i familiari delle vittime

«Grande amarezza, ma non è finita. Vedremo le motivazioni. La cosa più grave è che non è stata riconosciuta l’aggravante delle norme sulla sicurezza sul lavoro, perché ha portato alla prescrizione dell’omicidio colposo», ha detto l’avvocato di parte civile Tiziano Nicoletti dopo la sentenza della Cassazione sulla Strage di Viareggio. «Viene voglia di andare ad occupare il Parlamento. In tanti anni siamo sempre stati buoni. Ma forse adesso è arrivato il momento di strillare», ha detto Luciana Beretti, familiare di due delle 32 vittime. La donna ha atteso la sentenza della Cassazione a piazza Cavour, mostrando le foto del figlio e della nuora, Federico Battistini ed Elena Iacopini. «Sono morti in seguito al disastro. Mio figlio, 14 giorni dopo, lo hanno avvolto in un lenzuolo e messo dentro la bara. Non l’ho più nemmeno potuto vedere – aggiunge –. Anche i miei suoceri sono morti: tutti bruciati vivi. Questo è l’ergastolo che viviamo altro che le sentenze della cassazione». E infine: «Mi chiedo se i giudici di Lucca e Firenze sono stati considerati degli incapaci da questi di Roma. C’è solo che mio figlio ed i nostri cari stanno dietro una lastra di marmo. Ammazzati mentre dormivano in casa loro»...

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