Shakespeare non è adatto ai bambini, censurato Il Mercante di Venezia. Il caso scuote l’Inghilterra

martedì 5 Gennaio 14:44 - di Adele Sirocchi

Il mercante di Venezia” non merita di essere citato in un libro per bambini dedicato alle opere di William Shakespeare per i suoi contenuti “antisemiti”. La pensa così Michael Morpurgo, 77 anni, uno dei più noti e prolifici autori inglesi per ragazzi. Il quale ha poi corretto il tiro dopo le polemiche che la sua decisione ha scatenato.

Shakespeare e l’accusa di antisemitismo

L’autore di fortunati romanzi come “War Horse“, “Il ragazzo che non uccise Hitler” e “Il regno di Kensuke” ha smentito, infatti, al “Guardian” di essersi rifiutato di includere il capolavoro teatrale in una prossima antologia scolastica di Shakespeare a causa del suo antisemitismo che potrebbe risultare “troppo crudo” per i bambini.

Sta adattando i racconti di Shakespeare per i bambini

Sir Michael Morpurgo sta modernizzando le opere del Bardo in un libro intitolato “Tales from Shakespeare“, progettato per renderle più attraenti per un pubblico giovane. Il libro includerà dieci drammi leggendari come “Romeo e Giulietta”, “Macbeth” e “Re Lear. Al “Sunday Times” lo scrittore ha detto che dopo aver riletto “Il mercante di Venezia” non poteva “onestamente” riproporlo ai giovanissimi lettori. Il motivo? Shylock, l’usuraio ebreo veneziano della commedia, è un personaggio che potrebbe fomentare “i pregiudizi verso gli ebrei” e “sarebbe offensivo” inserirlo in un’antologia dedicata alla scuola.

Morpurgo: ho deciso le dieci commedie da inserire, non è censura

Intervistato dal “Guardian”, Morpurgo ha negato ogni intento censorio. “L’idea che io abbia censurato Shakespeare è una totale assurdità. Ho semplicemente scelto le 10 opere che amo di più, a cui sentivo che i bambini avrebbero risposto meglio – ha detto lo scrittore – Ad essere onesto ‘Il mercante di Venezia’ non è un’opera teatrale che mi diverta. Non mi sono ‘rifiutato’ di includere il dramma, perché nessuno mi ha detto di farlo. Ho deciso io le dieci commedie da inserire”.

La mano morta del politicamente corretto

Il “Sunday Times” aveva riportato il parere di Chris McGovern, presidente della Campaign for Real Education, descrivendo la decisione di Morpurgo come un esempio di “mano morta del politicamente corretto”. “È vile non affrontare la grande letteratura. Ovviamente ci sarà molto di cui essere offesi in Shakespeare ma i bambini non vogliono essere protetti quando leggono la grande letteratura”.

Non è la prima volta che Shakespeare finisce al centro di roventi polemiche. Qualche anno fa a Cambridge si pensò di avvertire gli studenti di letteratura che le scene shakespeariane contengono troppa violenza, una sorta di allarme preventivo. La guerra dei docenti inglesi a Shakespeare, considerato capofila degli autori “maschi bianchi defunti” va avanti da tempo ed è uno dei tasselli della strategia che punta a  imporre il conformismo morale come regime.

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