Scanzi pagato dalla Rai per sputare veleno contro il centrodestra: a Cartabianca è ospite “a gettone”

venerdì 22 Gennaio 14:23 - di Gigliola Bardi
scanzi pagato Rai

Andrea Scanzi viene pagato dalla Rai per partecipare alla trasmissione Cartabianca in veste di opinionista. Insomma, riceve soldi per sputare veleno contro il centrodestra. A rivelarlo è la stessa azienda in risposta a un’interrogazione in Vigilanza. Il quesito sui compensi riguardava anche la partecipazione di Marco Travaglio a una puntata.

La Rai: “Scanzi riceve un compenso”

“Il direttore de Fatto Quotidiano non ha percepito alcun compenso per la sua partecipazione alla trasmissione del 22 dicembre scorso, mentre il giornalista Andrea Scanzi è ingaggiato da Cartabianca come opinionista e dunque percepisce un gettone legato alla sua professione”, si legge nella risposta della Rai al segretario della Vigilanza, Michele Anzaldi di Italia Viva, che aveva presentato l’interrogazione. Scanzi, oltre alla puntata con Travaglio, ha partecipato anche ad altre dieci puntate.

Un doppio vantaggio per Scanzi

Anzaldi, nella stessa interrogazione di cui dà conto l’Adnkronos, ha anche sottolineato come per ogni giornalista essere ospite della Rai rappresenti in sé una “importante” occasione di “visibilità”, soprattutto tenendo conto del fatto che le ospitate sono non di rado occasione anche per la presentazione di libri. Un riferimento fin troppo chiaro allo stesso Scanzi, che in queste settimane è impegnato in una serrata promozione del suo ultimo libro, nell’ambito della quale ogni occasione diventa buona per essere cavalcata. E che sui suoi social rilancia anche le ospitate a Cartabianca sotto le insegne promozionali del suo libro.

Un “autogol” per la Rai

L’esponente di Iv, quindi, si è rivolto all’ad Rai, Fabrizio Salini, per chiedere se non ritenga un “autogol” il fatto che il servizio pubblico paghi come ospiti giornalisti che svolgono lo stesso ruolo, ugualmente retribuito, anche in tv concorrenti. Inoltre, ha chiesto spiegazioni sulla condotta nei confronti della direttrice del Manifesto, Norma Rangeri, che ha lamentato un “totale oscuramento” da parte della Rai.

 

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