Rosalia Santoro è nuovo Presidente del Museo Campano di Capua, un’eccellenza italiana

giovedì 28 Gennaio 16:15 - di Redazione

È Rosalia Santoro  il nuovo Presidente del Museo Campano di Capua. Manager, giornalista, storica e archeologa specialista nel settore della gestione dei siti archeologici e dei beni culturali. Ad affiancarla, quali componenti del CdA, l’imprenditrice Carmela Del Basso e la dottoressa Floriana Iannone.

Ecco le prime dichiarazioni  di Rosalia Santoro, che dopo la ricezione del decreto di nomina, ha dichiarato: “Sono felice ed onorata dell’incarico che mi è stato affidato di guidare il Museo Campano di Capua, vanto ed orgoglio di Terra di Lavoro nel mondo. Ringrazio il Presidente della provincia di Caserta Giorgio Magliocca, per la fiducia riposta nella mia persona e nella mia professionalità. Un  incarico non facile da presiedere:  rilanciare e valorizzare il Museo Campano. Nei prossimi giorni incontrerò gli altri membri del CdA, e insieme tracceremo la linea da seguire affinché il museo Campano possa  acquisire nuovi orizzonti. Ci aspetta  un progetto ambizioso, che non riguarderà meramente le attività ordinarie e di routine. Vuole invece essere una visione di largo respiro che tenterà di coinvolgere l’intera provincia e tutti i territori di Terra di Lavoro.

Rosalia Santoro, i progetti per il Museo Campano di Capua

Il progetto che ho in mente sul Museo Campano – prosegue la neo-presidente- mira al rilancio e all’internazionalizzazione di un gioiello che per troppo tempo è rimasto in ombra nel contesto più ampio dei tesori culturali dell’intera area del territorio della Provincia. Le sfide da affrontare sono tante ma le opportunità da cogliere per il Museo Campano dovranno essere di più. E le svilupperemo – promette Rosalia Santoro – in seno a strategie di pianificazione  che mireranno a coinvolgere i siti e i beni culturali dell’intera Provincia di Caserta. Il che imporrà una capacità strategica di alto profilo ed una condivisione ampia con il territorio, con gli enti locali, con il mondo associativo. La nostra Terra di Lavoro è ricchissima di siti monumentali e archeologici di primo livello: ricca di tradizioni e di eccellenze e dobbiamo fare in modo che i turisti siamo incentivati a visitare i nostri bellissimi siti. Questo  lo potremo fare solo agendo sull’intero territorio coinvolgendo tutti gli interessati in sinergia e in cooperazione .

Credo che potremo avere la possibilità di realizzare questo progetto, se useremo tutta la competenza e la passione che, per quanto mi riguarda, mi accompagnano da sempre; sia nelle mie esperienze personali che in quelle legate alla gestione d’impresa e al management. Un lavoro che svolgo ormai da più di 20 anni. Sicuramente saranno di supporto il presidente Magliocca, l’ente Provincia, gli enti locali e soprattutto le colleghe di questo Consiglio d’Amministrazione”.

La storia del Museo

Il Museo Provinciale Campano di Capua, fondato dal Canonico Gabriele Iannelli nel 1870 ed inaugurato nel 1874 con un mirabile discorso dell’Abate Luigi Tosti è proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.E’ stato definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà italica della Campania”, regione a cui Capua ha dato il nome.
Il Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale al IX secolo ed incorpora le vestigia di San Lorenzo ad Crucem, una chiesetta di età longobarda nel sito di uno dei tre Seggi nobiliari della città. L’edificio vanta lo splendido portale durazzesco-catalano che reca incastonati gli stemmi degli Antignano e d’Alagno.

Nel 1874 il Museo venne aperto al pubblico.

Nella varietà e vastità del patrimonio archeologico, storico, artistico e librario che ospita è lo specchio fedele ed eloquente della trimillenaria vita di una metropoli che ha visto avvicendarsi nella sua duplice sede, di volta in volta, Osci, Etruschi, Sanniti, Romani, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e così di seguito. La sua storia è legata, fra gli altri ai nomi di Spartaco e Annibale, Pandolfo Capodiferro e Pietro della Vigna, Cesare Borgia ed Ettore Fieramosca.

I reperti che accoglie, monumenti e documenti di preziosità incalcolabile. Molti gli studiosi che li hanno  illustrati negli ultimi secoli:  da Michele Monaco ad Alessio Simmaco Mazzocchi, da Gabriele Iannelli a Teodoro Mommsen, da Julius Belloch a Jaques Heurgon ad Amedeo Maiuri. Il Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale al IX secolo ed incorpora le vestigia di San Lorenzo ad Crucem, una chiesetta di età longobarda nel sito di uno dei tre Seggi nobiliari della città. L’edificio vanta lo splendido portale durazzesco-catalano che reca incastonati gli stemmi degli Antignano e d’Alagno.

II 9 settembre 1943 un violento bombardamento aereo si abbattete su Capua riducendola un ammasso di rovine. II Museo seguì le sorti di molti altri edifici rasi al suolo,. Fortunatamente tutte le collezioni erano state preventivamente messe al sicuro e custodite dal Direttore, Luigi Garofano Venosta, e così potettero essere salvate. II faticoso e lungo lavoro di ricostruzione iniziato nel 1945 fu portato al termine nel 1956 epoca nella quale si riaprirono al pubblico le nuove sale nelle quali le collezioni furono sistemate con i più moderni criteri museografici tali da rendere il Museo Campano tra i più importanti d’Italia e tra i più notevoli d’Europa. II nuovo ordinamento venne attuato dal Prof. Raffaello Causa per la sezione medievale e moderna, e per quella archeologica dai Proff. Alfonso De Franciscis e Mario Napoli. II Museo è diviso in due reparti: Archeologico e Medievale con annessa un’importante Biblioteca; occupa 32 sale di esposizione, 20 di deposito, tre grandi cortili, un vasto giardino.

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