Rider aggredito, Di Maio non condanna ma si incensa: «Ho dato io i diritti a questi lavoratori»

lunedì 4 Gennaio 14:37 - di Marzio Dalla Casta
Di Maio

Più brutta della orribile aggressione al giovane rider di Napoli c’è solo la zuccherosa (e pelosa) solidarietà di Luigi Di Maio. Per un attimo ci eravamo illusi che a scomodare il ministro degli Esteri su questo orripilante fatto di cronaca avesse provveduto la comune estrazione territoriale con l’aggredito. Ma poi ci siamo resi conto che gli è scappata la lingua ancora una volta. Gli era già capitato in occasione della storica «abolizione della povertà» e quando, in una lettera a Le Monde, retrodatò a «millenaria» la bisecolare democrazia francese.

Per Di Maio una caduta di stile

Stavolta, però, è ancora peggio. Perché rispetto ad un fattaccio del genere, da un esponente politico uno si attende soprattutto parole di netta condanna. così, ad esempio hanno fatto Giorgia Meloni e Matteo Salvini ed anche esponenti di sinistra. Non Di Maio, però, che nel suo post su Fb, l’ha presa alla lontana per parlare di sé, a conferma che sotto la propaganda… niente. Infatti, dopo aver postato il video con l’aggressione, scrive: «È umiliante. In questa pandemia i rider hanno rappresentato il volto di un’Italia che non si è mai fermata e che non ha mai mollato». Mica solo loro. Ma il miele spalmato sulla categoria serve all’ex-capo grillino per auto-incensarsi. «Da ministro del Lavoro – ha infatti sottolineato – ho lottato per riconoscere loro diritti sacrosanti».

«È l’Italia migliore»

Che c’entra con l’aggressione? L’essere titolari di questi diritti ha forse preservato il rider dall’aggressione? O gliel’ha resa più lieve ad accettabile? O sarebbe stata meno grave se a subirla fosse stato un poliziotto, un commerciante, un professionista? Ma Di Maio non ha tempo di pensare prima di parlare. La propaganda ha i suoi ritmi e le sue esigenze. Che ora gli impongono anche di dare notizia della raccolta fondi per ricomprare lo scooter all’aggredito. «In meno di 24 ore – informa – sono stati già raccolti oltre 11mila euro». Segno che la Farnesina segue con trepidazione la movimentazione delle somme. «È questa l’Italia migliore», sentenzia Di Maio. E diventerà persino perfetta il giorno in cui si libererà di ministri come lui.

 

 

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