Renzi vince il primo round della crisi. Ma per aggiudicarsi il match deve impallinare Conte

26 Gen 2021 14:44 - di Valerio Falerni
Renzi

Supera abbondantemente la soglia del ridicolo il grillino Davide Crippa quando azzarda la richiesta di «sostegno» ai renziani ma non a Renzi. Da un capogruppo parlamentare (lo è alla Camera) sarebbe lecito attendersi maggior realismo politico. Vero è che deve preparare i 5Stelle a baciare l’ennesimo rospo, a rimangiarsi l’ennesima promessa: mai più con lui. L’aveva detto – ricordate? – Di Maio in persona poche ore dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva dalla maggioranza: «Le nostre strade di dividono per sempre». Sempre e mai: eccoli i difetti di fabbrica della nuova politica. Impegni solenni destinati ad accartocciarsi come cartapesta di fronte alla ferrea logica della politica.

I 5stelle: «Sì a Italia Viva, no al suo leader»

Non a caso ne sembra immune (solo in parte) il vincitore di questa prima mano della crisi, proprio quel Matteo Renzi che pure aveva visto i sorci verdi quando dc vecchi e nuovi sono in corsi in soccorso del premier senza numeri. Suo merito è aver tenuto unito il gruppo al Senato (due sole defezioni) nel momento in cui la caccia al transfuga prometteva bottino da safari. Ad avverarsi, invece, è stata la sua “profezia”: «Conte non troverà i numeri per sostituirci». E così è stato. Per poi incassare, sull’abbrivio della conta sfigata (per Conte), anche il secondo risultato preventivato: le dimissioni del premier.

Tra Renzi e prende sfida nella sfida

È il motivo per cui Renzi non parla. Sa che ogni parola potrebbe rompere l’incantesimo. Non parla perché ignora la consistenza dell’elenco di “responsabili” esibiti da Conte al Colle. È la sfida nella sfida tra i due: l’Avvocato del popolo che vuole sì riportare l’ex-Rottamatore in maggioranza, ma da aggiunto. Senza, cioè, potere di veto. Renzi, al contrario, vuole capire se è determinante per tentare l’estremo azzardo: sì al governo, ma con un nuovo premier puntando tutto sul terrore delle urne che sovrasta il Parlamento. Un esito non improbabile. Non è forse vero che il nemico più temibile di Renzi è Renzi stesso? Certo, ma riguarda il futuribile. Il presente dice che il primo round lo ha vinto lui.

 

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