Renzi e i versi di Hermann Hesse per blandire i suoi. Con ironico riferimento alle stelle…

martedì 26 Gennaio 19:28 - di Vittoria Belmonte
Renzi Hermann Hesse

Matteo Renzi si sente il vincitore. E si concede citazioni poetiche nella chat dei parlamentari di Italia viva. Una citazione, scrive Il Foglio, che sa di rivincita. La scelta cade su Hermann Hesse, l’autore di Siddharta, libro cult degli anni Ottanta, quando Matteo era un ragazzino, forse un po’ sognatore, di sicuro ambizioso. Scrittore che piace a tutti, a sinistra come a destra.

I versi inviati in chat da Renzi

Questi i versi scelti da Renzi. “Di nient’altro viviamo/ se non dei nostri poveri/ ma splendidi sentimenti./ Ogni sentimento cui facciamo torto/ è una stella che spegniamo“. Con successivo ringraziamento ai renziani che hanno lasciato le poltrone governative:  “Grazie a tutti coloro che in questi giorni difficili hanno scelto di non spegnere nessuna stella. E oggi un grazie enorme a Teresa, Elena, Ivan”. Quindi nella enews sentenzia: Conte ha preso atto di non avere i numeri e si è dimesso. Tutto è più chiaro dopo giorni di fango contro di noi.

Le precedenti citazioni pop

Il sentimento per tenere accese le stelle. Ogni riferimento al M5S è probabilmente voluto. L’azzardo alla fine ha dato i suoi frutti. Il senatore di Scandicci sente di poter volare alto, adesso, passando dall’immaginario pop alla poesia. Lui che è rimasto famoso per una sola citazione, quello “stai sereno” rivolto a Enrico Letta  sul quale si ricama da anni. Ma anche per essere sbottato in tv dinanzi alle critiche al suo governo: “Allora chiamate Goldrake“. E infine per avere evocato il Pulcino Pio come possibile successore di Berlusconi a Palazzo Chigi: “Pure lui farebbe meglio”.

Una risposta indiretta a Travaglio

Dei suoi “splendidi” sentimenti, per tornare alla citazione di Hesse, nessuno ha mai capito molto. Certo il ricorso ai versi di uno scrittore mite e amante di san Francesco come Hermann Hesse stride con il cima di veleni che aleggia nella ex maggioranza. E che Renzi ha contribuito a creare.  E magari vuole anche essere una ironica risposta alla prosa biliosa di Marco Travaglio, che proprio in Renzi individua l’agente di quei “poteri marci” che vogliono mettere le mani sui soldi del Recovery Fund togliendo Conte da Palazzo Chigi. E gettando i “travaglianti” nel lutto più profondo.

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