Rampelli: “Basta con questa giostra. Si riparta dal centrodestra con un mandato esplorativo”

giovedì 28 Gennaio 19:23 - di Adriana De Conto
Governo Rampelli

In queste ore di consultazioni dal Capo dello Stato per risolvere la crisi più farsesca del mondo, Fabio Rampelli traccia un quadro perfetto della situazione a cui stiamo assistendo. “Conte vorrebbe proseguire il suo cammino dichiarando di avere la maggioranza per allungare il Conte 2 – scrive il vicepresidente della Camera sui suoi profilo social- .  Renzi vorrebbe sostituirlo con chiunque passi – anche per sbaglio – in Piazza Colonna. Il Pd forse protende per un Conte 3 e nel frattempo ‘presta’ una senatrice ai responsabili che altrimenti non avrebbero il numero legale per varare il Gruppo”.

Governo, Rampelli: “Partire da chi aveva vinto nel 2018”

Ancora: “I responsabili vanno e vengono e non sembrano comunque sufficienti a sostituire la pattuglia renziana a sostegno di Giuseppi. Venti grillini ricattano il Capo dello Stato minacciando di non votare la fiducia al nuovo governo se l’avvocato del popolo non sarà confermato”. Rampelli osserva sconsolato il non edificante quadro politico e aggiunge: “Qualcuno chiede un governo di unità nazionale, Orlando non ne vuole sentire parlare. I cacciatori di responsabili non si accorgono di non avere seggi da offrire ai responsabili”.

“Il centrodestra che invece li avrebbe, non intende usarli per comprare parlamentari. Sergio Mattarella barcolla in questa giostra sbilenca, priva di un centro di gravità permanente… la sinistra spregiudicata e furbacchiona, more solito, pone il problema dell’Europa, trasfigurando Bruxelles in una cricca di oligarchi insensibili al giudizio dei popoli”. Un lungo e articolato sfogo in cui Rampelli tocca tutti i punti scoperti dello scenario politico.

“La democrazia delle decenza prevede che…”

“Forse occorrerebbe – suggerisce- partire da chi aveva vinto le elezioni nel 2018, perché questa legislatura inizia da lì, o no? E dare a una personalità del centrodestra il mandato esplorativo. La democrazia della decenza prevede che i governi siano fatti con il consenso popolare o al massimo con quello parlamentare, certo non con i transfughi dell’ultimo giro, se non vogliamo trasformarla in una Repubblica fondata sullo stipendio dei parlamentari. È abbastanza chiaro ora -conclude- perché occorre andare a votare subito e senza tentennamenti?”.

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