Prodi è inferocito con Renzi ma ostenta ottimismo: “In aula a Conte può andare bene”

giovedì 14 Gennaio 14:43 - di Ginevra Sorrentino
Prodi su Renzi

Prodi su Renzi è inferocito ma ostenta ottimismo: “Conte in Aula? Andrà bene”. Peccato che il Pd abbia una fifa blu di andare al voto anticipato… Eppure, malgrado proiezioni, simulazioni e sondaggi. Nonostante indignazione e preoccupazione, Prodi prova a dirsi “fiducioso”. Salvo poi, alla prima dichiarazione pubblica in tv, asserire: «Ma come si fa con i problemi che abbiamo – ha commentato il mentore del Pd intervenendo alla trasmissione Forrest su Radiouno – a fare questa commedia che dura già da un mese? Io sono sgomento. Perché rompere quando sono state accettate anche parzialmente le tue proposte? Perché alzare sempre l’asticella? Vuol dire che Matteo Renzi voleva rompere. Quando uno mette la sigla “Ciao”, vuol dire che vuole rompere». Poi, a stretto giro, al culmine del risentimento, il Professore aggiunge anche: «Oggi è il primo giorno che sono davvero preoccupato. Non è possibile con i problemi che abbiamo: il Recovery fund, i profughi in Bosnia, in Libia, dobbiamo prepararci per il G20. Vuol dire che un Paese rinuncia a sé stesso. Quando succedono queste cose non è una semplice dimissione. È il Paese che si dimissiona».

Prodi su Renzi è inferocito ma ostenta ottimismo su Conte in Parlamento

Una visione pessimistica, quella di Prodi, che però sul finale delle sue dichiarazioni, e sempre in spregio del parere elettorale, lascia spazio all’ottimismo pro-Conte. tanto che l’esponente dem conclude dicendo: «Alla fine, in qualsiasi modo si svolga, questa crisi deve andare di fronte al Parlamento. Sono convintissimo che se Conte andasse di fronte al Parlamento gli potrebbe anche andare bene». Un “azzardo” che l’establishment di Largo del Nazareno non vuole affrontare però. Consapevole del fatto che il favore elettorale non è certo dalla loro parte. Dato che, come avvertono anche gli ultimi sondaggi e le simulazioni effettuate su Youtrend in ore in cui si decide il destino del governo, il centrodestra vincerebbe in quasi tutti gli scenari simulati a man bassa la prova delle urne.

Sondaggi e simulazioni: alla prova del voto vincerebbe il centrodestra

Come riporta infatti il sito di Tpi.it, tra gli altri, «Youtrend ha elaborato cinque possibili scenari, tutti basati sul Rosatellum, il sistema elettorale attualmente in vigore. In tre delle cinque simulazioni, realizzate sommando le tendenze attuali dei partiti e i risultati delle elezioni europee del 2019, il centrodestra vincerebbe le elezioni». Un dato acclarato e confermato con la veridicità della matematica percentuale da sondaggi politici e consultazioni demoscopiche. Ne ha ben donde, insomma, il Pd a temere di dover affrontare la sfida. E così, se Prodi si dice preoccupato e sgomento, anche il suo Pd non è da meno. Ora i dem cominciano a dirsi realmente preoccupati.

Il Pd nella morsa del terrore del voto anticipato

Di più. Stando a quanto appena dichiarato, per esempio, da Andrea Orlando entrando al Nazareno: «C’è una grandissima preoccupazione» che serpeggia nella casa dei dem. A breve si riunirà l’ufficio politico del Pd, con Nicola Zingaretti, capodelegazione, capigruppo e ministri. Dopo lo strappo di Matteo Renzi ieri. Dopo una giornata in cui il Pd e il suo segretario Zingaretti, si sono spesi in prima linea per evitare la crisi, il timore che, in barba a giochi di potere e di palazzo, la situazione passi la palla, come in un Paese democratico dovrebbe essere, agli elettori. Il terrore di non riuscire a svicolare dal voto anticipato, è sempre più forte. Del resto, recuperare Iv verso un possibile Conte ter sembra difficile. I 5 Stelle trovano l’unico modo di ricompattarsi sul «mai con Renzi» di antica memoria. Archiviato nei giorni dell’inciucio giallorosso. E tornato d’attualità con le ultime esternazioni movimentiste di Alessandro Di Battista. Sia Luigi Di Maio che Alessandro Di Battista, infatti, ora sono sulla stessa linea.

Conte tentato di andare in Aula nei prossimi giorni?

Per il ministro degli Esteri i rapporti con Italia Viva si chiudono qui. Quello di Renzi è stato «un gesto irresponsabile, che divide definitivamente le strade». eppure, nonostante Di Maio lanci un appello ai “costruttori”, i dem al momento non si vedono. Preferendo rimanere defilati nelle retrovie, paralizzati dalla paura del voto. Ma, giusto ieri sera, chi ha parlato con il premier Giuseppe Conte lo ha visto più che tentato dall’andare in Aula nei prossimi giorni. Forse addirittura dopo il voto sullo scostamento previsto per il 20 gennaio. «Non necessariamente, ma è probabile», ha detto tra i denti Andrea Marcucci al termine della capigruppo. Quando, subito dopo, ha anche aggiunto: «Tutti i gruppi sono stati d’accordo sulla parlamentarizzazione della crisi». Ora, con buona pace di Prodi, Renzi e Pd, non resta che qualcuno batta un colpo…

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