Paura di votare, veti e compromessi al ribasso: così nacque il primo governo Paperino

martedì 26 Gennaio 12:04 - di Marzio Dalla Casta
Paperino

E se provassimo con un Paperino uno, semmai seguito da un bis e poi da un ter? Così, giusto per far non darla vinta ai sovranisti-populisti-votosubitisti. Già, che si mettessero l’anima in pace. Non è aria di urne. Ma chi volete che si metta a correre verso le elezioni con un Parlamento dimezzato nei suoi seggi (che errore, a ripensarci, quel ““) e con i 5stelle a rischio falcidia della propria rappresentanza? Nessuno, tranne Fratelli d’Italia e Conte, gli unici cui le urne spalancherebbero le porte del successo. Il guaio è che non decidono loro. Men che mai il premier, il cui pallottoliere si è inceppato sul più bello e i cui numeri sono solo potenziali. Una sorta di pagherò che chissà se mai andrà all’incasso.

Il Paperino 1 non è un’eresia

Ecco perché un Paperino uno è tutt’altro che un’eresia. Anzi, è il precipitato della dinamica al ribasso che innesca in Parlamento la logica delle rispettive convenienze e dei reciproci veti. Se Renzi impallinerà il Conte ter, gli stessi che in queste ore giurano Conte o morte ne cercheranno un sosia, un replicante. I grillini sono esperti della materia. Tentarono persino di spacciare per balzo felino la penosa retromarcia sullo scostamento di bilancio. Avevano fissato l’asticella al 2,4, ma ottennero solo il 2,04. Fecero finta che fosse la stessa cosa.

Come alternativa a Toninelli premier

Nulla di più facile, perciò, che una volta uscito di scena Conte proporranno Di Maio. Non per stima nelle sue capacità, ma per tenere unito il gruppo. Il Pd ha ingoiato Conte come punto di equilibrio, ma l’ex-capo politico sarebbe ben altra cosa. E qui Zingaretti potrebbe calare la sua mandrakata: ok a un premier grillino, ma solo se meno ingombrante. Un Patuanelli, ad esempio. Già, ma poi chi ne prenderebbe il posto allo Sviluppo Economico, ministero strategico e ambito? Conviene lasciar stare. Quieta non movere, raccomanda la saggezza antica. Meglio di lui sarebbe un 5Stelle senza incarico, riconoscibile quanto basta e con un minimo di esperienza. Non è forse l’identikit di Toninelli? Certo che sì. È fatta. A quel punto lo scivolo verso il Paperino uno s’imporrebbe come una sorta di scampato pericolo. E sarebbe anche più divertente. Cin cin.

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