Ora Grillo invoca “costruttori” e arruola “responsabili”. L’antipolitica uccisa dal “Palazzo”

giovedì 14 Gennaio 17:52 - di Marzio Dalla Casta
Grillo

È la crisi più strana di sempre. Forse perché la prima veramente tale al tempo dell’antipolitica griffata Beppe Grillo. Quella della pazza estate del 2019 difettava di suspence per fare testo. Fu subito evidente che una nuova maggioranza non avrebbe tardato a nascere. E così fu. Ora è diverso. Ed è sorprendente rendersi conto come l’attuale somigli maledettamente a quelle insorte nei tornanti decisivi della Seconda Repubblica, con manipoli di “responsabili” in transito da una maggioranza all’altra. E sempre in cerca di un centro di gravità, quasi mai permanente e spesso ballerino. Erano i pendolari degli opposti centrismi. Da sinistra, lo cercavano a destra. E viceversa. Ma solo per non trovarlo mai, come Bertoldo con l’albero cui avrebbero dovuto impiccarlo.

Si scrive Grillo, si legge Mastella

Decideva Mastella, allora come ora. Ma con molti quarti di nobiltà in meno, visto che un luogo identitario gli odierni  voltagabbana neanche fanno finta di cercarlo. Anche perché non l’hanno mai avuto. Vengono dal Vaffa. Beppe Grillo li ha raccolti per strada e poi lanciati nel Palazzo ad incornare la Casta come i tori della festa di San Firmino. Altri tempi. Ora la Casta sono loro. Lo prova l’appello di Grillo a sostegno del governo “di tutti” e “con tutti”. Proprio lui, l’inventore del “mai con…“. Per molto meno c’è gente che si insulta guardandosi allo specchio.

La Casta è il M5S

Ma nascono 5Stelle anche moltissimi dei nuovi “responsabili“. Sono vecchi compagni di merende, espulsi per le vicende più disparate e più disperate. Spesso poco edificanti, come quella dei mancati rimborsi. Ma poco importa se a traballare è la tanto (un tempo) esecrata poltrona. L’Elevato è uomo di mondo e forse ha fatto pure il militare a Cuneo. In ogni caso, è pronto a revocare la fatwa e a riciclare come nuovi “costruttori” i vecchi reprobi. In fondo, la politica è bella per questo. Pullula di miles gloriosus che al momento decisivo si rivelano più vili di Maramaldo. Beppe Grillo è il loro capo.

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