Insieme a Conte sono “scaduti” anche i navigator di Di Maio: soldi buttati. A casa anche loro?

25 Gen 2021 15:06 - di Marta Lima
I navigarot, idea targata Di Maio

Forse, per aprile, ce ne libereremo per sempre. Con buona pace di Luigi Di Maio, che sui “navigator”, presunti esperti del web incaricati di cercare il lavoro a chi non lo aveva e nel frattempo intascava il reddito di cittadinanza. Un flop clamoroso, che oggi il “Corriere della Sera”, in una paginata, impietosamente racconta, arrivando alle nostre stesse conclusioni: ad aprile, quando scadrà il loro contratto, andranno a casa a cercarsi un vero lavoro, più che fare finta di cercarlo ad altri? I navigator, intanto, per paura di restare a spasso anche loro, si sono messi in sciopero…

I navigator di Di Maio: dagli annunci al flop

“All’Auditorium di Roma la cerimonia era stata organizzata in pompa magna: 2.978 navigator erano appena stati assunti dall’Anpal dopo aver superato un concorso organizzato in fretta e furia dal governo Lega-5 Stelle, a cui avevano partecipato in 19.600. Era il 31 luglio 2019 e l’evento era il frutto di un incontro, quello fra Luigi di Maio, allora ministro per il Lavoro e lo Sviluppo economico, e Domenico Parisi, professore di Demografia e statistica all’università del Mississippi. ‘Un incontro voluto da Dio’, dichiarava Parisi, da poco nominato presidente dell’Anpal…”. Un delirio, a due anni di distanza lo si può dire con certezza. Un flop, unito a quello del reddito di cittadinanza.

I navigator dovevano trovare lavoro a chi incassa il reddito di cittadinanza. Adesso invece sono loro a perdere il posto: i contratti scadono il prossimo 30 aprile. Chi li aiuterà a ricollocarsi? Con i soldi del Recovery Fund, purtroppo, e nuovi compiti; oltre a provare a trovare lavoro ai 1,3 milioni di percettori di reddito di cittadinanza, dovranno aiutare anche chi incassa l’assegno di disoccupazione (Naspi e Discoll), quindi ad altri 1,4 milioni di persone e chi è in cassa integrazione straordinaria. Ma a cosa erano serviti i navigator? Solo  190mila persone su un milione e trecentomila hanno trovato un posticino, a ottobre, ma pochissimi grazie agli “inviati di Dio”, anzi, di Di Maio. Per tanti motivi…

Una “sceneggiata”, secondo il Corriere della Sera

“Impossibile valutare la loro attività, anche perché il sistema di politiche attive del lavoro legato al reddito di cittadinanza, a due anni dall’entrata in vigore, non è ancora operativo”, scrive il Corriere, che svela un paradosso:i navigator avrebbero dovuto andare a caccia di opportunità di lavoro attraverso uno specifico software che il presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi, aveva già utilizzato nello Stato del Mississippi. Invece questo non è mai accaduto. Anche gli incentivi per le imprese che assumono i percettori di reddito non sono mai stati definiti. . Se si decide di prorogare i loro contratti, poi, vanno anche messi in grado di lavorare

La conclusione del quotidiano milanese è sconfortante: “La sceneggiata dei navigator è solo l’ultimo esempio: tanto fumo, qualche settimana di consenso, e alla fine con il cerino in mano sono rimasti loro, i navigator”.

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