Medici sul piede di guerra, l’appello-denuncia al governo: “Basta chiamarci eroi. Vaccinateci tutti”

sabato 23 Gennaio 14:22 - di Lara Rastellino
medici e vaccino

Vaccino, medici sul piede di guerra, l’appello-denuncia va dritto a governo e regioni: «Basta chiamarci eroi. Ora vaccinateci tutti». Il messaggio dei medici è netto: «Consideriamo la profilassi il miglior dispositivo di sicurezza. Vaccinateci tutti. È inaccettabile vedere persone che non svolgono un’attività così rischiosa essere sottoposte al vaccino. E osservare una larga parte della professione medica non ancora immunizzata». L’allarme – e l’appello – arrivano dall’Ordine dei medici, che nell’esortare a viva voce la somministrazione dei vaccini per i camici bianchi, rileva: «Ogni medico iscritto all’Albo professionale ha il diritto e il dovere di vaccinarsi per proteggere se stesso e i suoi assistiti».

Medici e vaccino, l’appello-denuncia della Fnomceo

Un appello-denuncia che non può prescindere dalla considerazione che, i medici morti dall’inizio della pandemia in Italia, sono arrivati a quota 300. «Eppure – rilancia l’Albo professionale di categoria – ad oggi sono solamente 790.251 le dosi di vaccino somministrate agli operatori sanitari, su un totale di 1.312.275. Ben 397.583 sono state invece iniettate a personale non sanitario e non appartenente alle altre aree a rischio. Quelle degli ospiti delle Rsa e degli over 80». Una denuncia, formalizzata da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, (la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri), con cui il settore chiede a governo e Regioni di proteggere i medici, nel giorno in cui sforano quota 300 i camici bianchi vittime del Covid.

Sforata quota 300 nel bollettino dei medici morti per la pandemia

«Il personale medico non è solo quello del Servizio sanitario nazionale, che pure è duramente colpito. Solo tra le denunce all’Inail, il 68,8%, e il 25% dei decessi, è nel comparto sanità – precisa Anelli – E, per i medici, tali denunce riguardano esclusivamente i dipendenti (di ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili). Ai quali, per avere un quadro della situazione, vanno sommati i medici di medicina generale, che costituiscono oltre la metà dei caduti nella seconda fase della pandemia».

Medici e vaccino, un diritto-dovere per proteggere operatori e assistiti

«Ci sono poi i liberi professionisti, tra i quali gli odontoiatri. I quali, per la peculiarità degli interventi che svolgono, sono particolarmente esposti al rischio d’infezione», ricorda Anelli. Che poi aggiunge anche: «Ci sono i colleghi che operano nelle strutture private accreditate. E questi professionisti, in molte Regioni, non sono ancora stati ricompresi nella campagna vaccinale. Come si fa a escludere una parte così importante della professione dalla possibilità di proteggersi? A tutti i medici va garantita la vaccinazione – continua il numero uno di Fnomceo – senza distinguo inutili e ingiusti. L’invito, e l’appello al governo, agli amministratori regionali, è quello di rispettare i medici – conclude Anelli –. Ad avere rispetto per tutti coloro che sono deceduti oggi, per salvaguardare i cittadini».

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