L’amico di Hollande, influente ideologo, accusato di incesto. Il libro dinamite che travolge la gauche

lunedì 18 Gennaio 11:37 - di Annalisa Terranova

Uno scandalo sessuale travolge la Francia e in particolare il mondo degli intellettuali di sinistra. Le élite esclusive. La gauche libertaria e postsessantottina. Olivier Duhamel – scrive Marina Valensise sul Messaggero – “il politologo dal passato di rivoluzionario, il costituzionalista scravattato che ogni giorno sproloquia alla radio e in tv, l’amico influente di François Hollande e di Emmnuel Macron” è ora costretto “a trincerarsi dietro un laconico no comment, dopo essersi dovuto dimettere dalla presidenza della Fondazione nazionale di Sciences Politiques e da quella del Siècle, il circolo più esclusivo di Parigi”.

Lo scandalo scaturisce dal libro “La familia grande” di Camille Kouchner

Lo scandalo inizia lo scorso 7 gennaio, quando esce il libro autobiografico di Camille Kouchner  «La familia grande», edito da Seuil. Lei è figlia di Bernard Kouchner, fondatore di Medici senza frontiere e poi ministro di Nicolas Sarkozy. Ma quando Camille ha 8 anni la madre, Evelyne Pisier, nota costituzionalista e icona della sinistra, si separa e va a vivere con Olivier Duhamel.

Quest’ultimo rivolge le sue indecenti attenzioni al fratello gemello di Camille quando i due hanno 13 anni. Il patrigno si infila nel letto del ragazzo e lo istruisce sui rapporti orali («Ti insegno come si fa – gli diceva -, non c’è niente di male, lo fanno tutti»). Dopo le rivelazioni del libro  si è puntato il dito contro le derive libertarie di una certa gauche parigina e sessantottina, che aveva sdoganato l’incesto tra gli anni Settanta e Ottanta.

Camille Kouchner punta l’indice anche contro la madre Evelyine Pisier

Camille Kouchner infatti non punta l’indice solo contro il patrigno. Accusa anche la madre di omertà. E la madre è – scrive ancora Marina valensise – “Evelyine Pisier, la giurista libertaria nata a Saigon nel 1941, che rinnega il padre nazionalista per seguire a Nizza la madre femminista, parte per Cuba a vent’ anni e per quattro diventa l’ amante di Fidel Castro, vince una cattedra di diritto pubblico a trenta, e a quaranta, mentre sta per lasciare Kouchner, chiede ai figli di ascoltarne le telefonate per proteggerla”. Una madre che quando il figlio le racconta della cose che gli faceva il patrigno minimizza e si gira dall’altra parte.

La reazione di Duhamel: non ho nulla da dire

“Questo libro – ha spiegato l’autrice in un’intervista a L’Obs – è nato da questa necessità: testimoniare sull’incesto per dimostrare che si tratta di qualcosa che dura anni ed anni e che è molto, molto difficile superare il silenzio. Non l’ho scritto in nome di mio fratello, ma delle sorelle, dei nipoti, di tutte le persone che hanno subito l’incesto”. “Non ho nulla da dire – è stata l’unica reazione di Duhamel – su ciò che, in ogni caso, verrà deformato”.

Il romanzo dell’orrore della sinistra mitterrandiana

Il Foglio ha definito il libro della Kouchner “il romanzo dell’orrore della sinistra mitterrandiana, dei peccati inconfessabili di una certa Francia intellettuale, dei suoi silenzi insopportabili, degli abusi taciuti, dei suoi incesti e delle vite rovinate per sempre”. Lo scandalo ha lambito anche la moglie di Macron.  Tra i due turni delle elezioni presidenziali del 2017, il famoso politologo, noto per essere molto influente, avrebbe pranzato con Brigitte Macron: lo ha rivelato L’Express mercoledì 13 gennaio.

In Francia nasce l’account #incestmetoo

In Francia il libro ha fatto venire a galla denunce e racconti sugli abusi familiari finora sottaciuti. Uno scossone che ha investito non solo la sinistra ma anche le coscienze dei francesi. Su Twitter con l’account #incestemetoo, che riprende il #metoo lanciato in America contro le molestie sessuali subite dalle donne, sono già decine le persone che raccontano la loro esperienza. Anche Marine Le Pen ha twittato sul caso: “Il rivoltante affare Duhamel – ha scritto – contribuirà a liberare le voci delle vittime fino ad ora del tutto sole di fronte alla sofferenza e alla negazione. Parla, rompi il tabù, siamo con te”. 

 

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