Il giudice della sentenza sui diritti Mediaset scrive al Fatto: “Palamara sui processi a Berlusconi dice il falso”

giovedì 28 Gennaio 9:43 - di Davide Ventola
palamara esposito combo

“Affermazioni inveritiere, suggestive, allusive che prospettano una falsa rappresentazione della realtà e delle quali Palamara dovrà rispondere davanti ai giudici”. Lo scrive in una lunga lettera al Fatto quotidiano il magistrato Antonio Esposito replicando all’ex collega Luca Palamara. Il giudice del processo sui diritti Mediaset ha replicato a quanto riportato nel libro intervista  Il Sistema di Alessandro Sallusti.

Il giudice Esposito annuncia querela contro Palamara

Palamara svela aspetti inediti della magistratura italiana e solleva dubbi anche sulla sentenza di assoluzione del magistrato napoletano da parte del Csm. Un procedimento avviato dopo una sua intervista al Mattino, all’indomani della condanna dell’ex premier. Palamare sostiene che”condannare Esposito sarebbe stata un’opzione corretta ma inevitabilmente avrebbe messo in dubbio la credibilità della sentenza sui diritti Mediaset. Viceversa, assolvere Esposito avrebbe rafforzato quella decisione. Senza voler violare il segreto della Camera di Consiglio, posso testimoniare che questo ragionamento logico aleggiava nell’aria per usare un eufemismo”. Oggi arriva la risposta di Esposito. La “credibilità” della sentenza sui diritti Mediaset non sarebbe certo stata “messa in dubbio” da una mia condanna disciplinare, così come una mia assoluzione non avrebbe certo “rafforzato quella decisione”.

“Da Palamara dichiarazioni farneticanti”

“Altrettanto farneticanti sono le ulteriori affermazioni”, contesta Esposito a Palamara. “Evidentemente, Palamara non ha letto quelle della sentenza sui diritti Mediaset. Se le avesse lette, avrebbe trovato ben 208 pagine di motivazione sottoscritte da tutto il Collegio dopo una Camera di Consiglio di oltre dieci ore. Avendo il Palamara parlato di un “sistema” di cui egli “faceva parte”. E che nella magistratura vi era un “clima a cui tutti si adeguavano”, è necessario allora ricordare a questo immemore che nella magistratura vi sono stati e vi sono magistrati che respingono le “pressioni”. Magistrati che non hanno paura di giudicare imputati eccellenti e li giudicano, assolvendoli o condannandoli, esclusivamente sulla base delle risultanze processuali. Si tratta di magistrati che non si curano dei capi-bastone delle correnti e non “trescano” con i politici”.

Esposito a Palamara: “Tu hai trescato coi politici, io no”

Evidentemente, egli non appartiene a questa categoria. Per le suddette affermazioni contenute nel libro Il Sistema sarà sporta querela precisando che essa sarà estesa anche alle diffamatorie affermazioni che il Palamara assume aver ricevuto dal defunto Amedeo Franco in ordine “sia al modo anomalo con cui si era formato il Collegio giudicante sia per le pressioni che si stavano concentrando affinché l’esito fosse di un certo tipo, in altre parole di condanna”.

La querela contro Il Mattino

Il giudice Esposito aveva sporto querela contro il Mattino per quell’intervista del 6 agosto 2013. la quarta sezione civile del Tribunale di Napoli, però, aveva datto ragione al quotidiano. “Un articolo vero nel titolo e nel contenuto – si legge nelle motivazioni della sentenza – rispettoso del pensiero e delle considerazioni espresse dal soggetto intervistato. E anche l’operazione di «editing», vale a dire la sintesi necessaria di un colloquio durato venticinque minuti, è perfettamente in linea con il contenuto della stessa intervista. Quanto basta a raggiungere una conclusione certa: il sei agosto del 2013, il Mattino non ha diffamato il giudice di Cassazione Antonio Esposito, pubblicando lo scoop del giornalista Antonio Manzo sul retroscena della condanna di Berlusconi per il processo Mediaset”.

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