I presidi al governo: «La scuola non è una catena di montaggio, per la riapertura ci sono problemi»

sabato 2 Gennaio 10:01 - di Paolo Sturaro
scuola

«Noi pensiamo che in una settimana passare dal 50 al 75 per cento sia difficile. Si fa fatica a comprendere che tutte queste decisioni richiedono scelte organizzative complesse all’interno degli istituti. La scuola non è come un ufficio o una catena di montaggio. C’è da tener presente la rete di relazioni che coinvolge. Bisogna tener conto di tutte le giuste esigenze di docenti e personale. Quindi auspichiamo di continuare al 50 per cento fino alla fine di gennaio». Lo afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli in un’intervista a La Stampa.

Scuola, il problema irrisolto dei trasporti

«Il problema principale restano i trasporti», sottolinea. «Molti tavoli provinciali hanno scelto come soluzione lo scaglionamento degli ingressi. È una soluzione su cui non siamo d’accordo se lo scaglionamento significa ritardare di tanto gli alunni che entrano al secondo turno. E che quindi prolunga la loro permanenza a scuola con inevitabili ricadute negative. Eppure di tempo ce n’è stato. La scuola l’ha utilizzato per adattarsi alla necessità di prevenire i contagi. Invece i trasporti continuano ad avere una rigidità».

I presidi e il sistema di areazione

«Frequentando al 50 per cento si evitano problemi di affollamento nelle classi. Restano alcuni nodi come la difficoltà di garantire il ricambio di aria. Non si è mai pensato a un sistema di aerazione degno di questo nome», aggiunge Giannelli.

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