“Golpe in arrivo!”. I dem Usa come la sinistra italiana: “le milizie armate si stanno preparando, vogliono ucciderci…”

martedì 12 Gennaio 15:13 - di

Come nelle migliori tradizioni della patetica sinistra italiana anche i dem statunitensi evocano il golpe puntando il dito contro Trump e i suoi fans.

E giurano che la notte scorsa, durante una conference call, la Capitol Police li avrebbe avvertiti: sarebbe in preparazione, da parte dei seguaci di Trump, “la più grande protesta armata mai avvenuta in America“.

Secondo i dem, le milizie di estrema destra e gli altri insorti che il 6 gennaio hanno partecipato all’assalto al Congresso, stanno preparando un piano per circondare i centri simbolo delle istituzioni democratiche americane: Campidoglio, Casa Bianca e Corte Suprema.

La storia del golpe sarebbe venuta fuori nel corso di una conference call a cui hanno partecipato i democratici del Congresso assieme alla Capitol Police.

Secondo i dem l’allarme lanciato dall’Fbi riguarda la  minaccia di milizie armate che si starebbero muovendo verso Washington e le altre capitali statali per il prossimo weekend.

I particolari emersi sul presunto golpe vengono dichiarati “sconvolgenti” dai democratici. Che spiegano come, nel piano degli insorti, vi sia anche quello di impedire loro di entrare al Congresso, anche uccidendoli.

È tutto per permettere ai repubblicani di prendere il controllo del governo, riporta il sito dell’Huffington Post.

La descrizione del piano da parte dei dem è veramente quella di un golpe. E prevederebbe che le milizie vengano messe alla difesa di Donald Trump, circondando la Casa Bianca, e intorno alla Corte Suprema per bloccare il potere giudiziario.

Hollywood certamente ringrazia per l’idea. Resta da capire quanto siano veri i presunti allarmi e quanto, invece, faccia parte della poderosa fantasia dei dem americani. Che, da questo punto di vista, non hanno nulla da imparare dalla sinistra italiana, da questo punto di vista.

Ad essere colpiti, sempre secondo lo scenario tratteggiato dai dem, non sarebbero solo i democratici, ma anche tutti i repubblicani che non hanno sostenuto Trump nella contestazione delle elezioni.

“E’ abbastanza sconvolgente“, ha detto uno dei democratici che ha partecipato al briefing spiegando che la polizia ha chiesto loro di non diffondere molti dettagli sulle manifestazioni, tempi e contromisure adottate.

Anche perché i gruppi che le stanno organizzando puntano sui media ufficiali per diffondere informazioni ora che “alcuni dei principali mezzi di comunicazione che hanno usati per organizzarle sono stati tagliati”.

Il riferimento è, ovviamente, a Twitter che ha cancellato di botto gli account di 70.000 trumpisti. Ma anche al social preferito dai trumpisti, Parler. Che è stato messo fuori uso dalla decisione di Amazon  di sottrarre alla piattaforma i sottostanti servizi di Amazon Web Services.

Secondo quanto riferito dalla Capitol Police a preoccupare è anche un’altra manifestazione indetta per onorare Ashli Babbitt, l’ex-militare sostenitrice di Donald Trump, rimasta uccisa da un proiettile esploso da un agente che si difendeva durante l’attacco dei rivoltosi all’ingresso dell’ufficio della Speaker, Nancy Pelosi.

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