Covid, indice di positività al 17,6%. Ormai è un coro: scuole superiori chiuse o sarà terza ondata

sabato 2 Gennaio 17:44 - di Adele Sirocchi

Sono 11.831 i nuovi contagi da coronavirus in Italia riscontrati oggi. Dai ieri sono stati registrati altri 364 morti, che portano il totale delle vittime a 74.985 dall’inizio dell’emergenza. Questi i dati elaborati dal ministero della Salute, consultabili sul sito della Protezione civile. Ieri i nuovi casi erano stati 22.211 su 157.524 tamponi, mentre i morti erano stati 462. L’indice di positività al coronavirus in Italia sale al 17.6%. Da ieri sono stati effettuati 67.174 tamponi, mentre salgono ancora i ricoveri nelle terapie intensive dove attualmente ci sono 2.569 persone (+16 da ieri).

Le scuole superiori contribuiscono a diffondere il virus

A tenere banco, in vista del 7 gennaio, è il dibattito sulla riapertura delle scuole. Giovanni Sebastiani del Cnr si dice “molto preoccupato dall’evoluzione dell’epidemia rispetto ad una riapertura delle scuole il 7 gennaio con didattica in presenza. Diversi studi scientifici mostrano che gli studenti delle superiori contribuiscono in modo significativo alla diffusione del virus”. Sebastiani fa notare che “nel Regno Unito, a causa della ripresa dell’epidemia, le scuole superiori ripartiranno il 18 gennaio ad esclusione degli studenti dell’ultimo anno, che inizieranno l’11”.

Sebastiani (Cnr): riaprire le scuole a metà gennaio

Secondo Sebastiani “la ragione e la prudenza suggeriscono di ripartire con le scuole superiori nella seconda metà di gennaio, una volta verificati che gli effetti delle misure del periodo di vacanze natalizie-inizio anno-Befana”.

Sebastiani è autore di uno studio, realizzato insieme al presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, che identifica nella scuola un ‘punto’ debole che ha favorito la seconda ondata poiché gli studenti hanno fatto circolare il virus contagiandosi tra loro, soprattutto fuori delle scuole, e restando per la maggior parte asintomatici. Poi, a casa, hanno contagiato le famiglie.

Burioni: la variante inglese circola nella fascia d’età da 0 a 19 anni

Un appello alla prudenza condiviso da Roberto Burioni che fa notare come la “variante inglese” del Covid circoli soprattutto tra i ragazzi. Un dato che obbliga a rivedere il calendario della riapertura delle scuole.  “Ma c’è una cosa – sottolinea Burioni sul sito MedicalFacts – che mi dà molto, molto, molto fastidio: questa variante più contagiosa pare circolare con particolare intensità nei bambini (0-9 anni) e nei ragazzi (10-19) anni rispetto alle altre fasce d’età. Un elemento che deve portarci a una sorveglianza particolarmente attenta nel capire tempestivamente se questa variante comincerà a circolare nelle scuole che il 7 gennaio riapriranno”.

 

Commenti

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  • rino 3 Gennaio 2021

    Questo dimostra che averci privato delle libertà e della possibilità di vivere non è servito a nulla.
    Non basterebbe nemmeno chiudercui in cella di isolamento perché qualcuno ci dovrebbe portare da mangiare.
    Ci contageremo tutti prima che arrivi il vaccino, visto che non sono stati capaci di fornire nemmeno il vaccino antinfluenzale.
    A casa Arcuri e e il comitato tecnico scientifico di soloni incapaci. Lasciateci la responsabilità della nostra vita, abbiamo già la preoccupazione di ammalarci e non ci serve la vostra dittatura inutile e dannosa.

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