Biden ignora l’Italia, brutto segno. E da noi la sinistra va in delirio per le muffole di Sanders

domenica 24 Gennaio 18:32 - di Francesco Severini
Biden

Joe Biden, la sinistra lo acclama. Il Pd va in brodo di giuggiole. I giornali mainstream celebrano la nuova era. Ma i primi segnali che arrivano dalla Casa Bianca non sono incoraggianti. “Francia, Germania, Regno Unito e Giappone. Sono questi i Paesi con cui l’amministrazione Biden ha voluto avviare i primi contatti diplomatici dopo l’insediamento del nuovo presidente”. Lo scrive il sito di geopolitica InsideOver.

La Casa Bianca guarda a Francia e Germania

“Nel documento pubblicato dall’amministrazione si legge che Jake Sullivan (il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden) “ha sottolineato la volontà dell’amministrazione Biden di rafforzare l’Alleanza transatlantica ed affermare la nostra disponibilità a lavorare con gli alleati europei per una serie di priorità condivise, comprese le questioni relative a Cina, Iran e Russia”. E per questo dossier, Washington sembra aver scelto Parigi e Berlino per l’Unione europea, il Regno Unito per confermare l’asse atlantico, mentre Tokyo è la prescelta per il fronte del Pacifico”.

L’Italia non dà garanzie di affidabilità

“Gli Usa – continua l’articolo – sembrano quindi aver scelto: Giappone per l’Indo-Pacifico, Francia e Germania per l’Ue, Regno Unito per l’Atlantico. E l’Italia? Non deve sorprendere che Roma resti fuori da queste prime telefonate di Sullivan. Il peso italiano, nel corso degli anni, è andato affievolendosi nei diversi dossier aperti dagli Stati Uniti nel mondo, ma soprattutto l’Italia non dà garanzie né dal punto di vista diplomatico né dal punto di vista di convergenza con gli Stati Uniti, l’America attualmente non si fida dell’Italia e della sua leadership, consapevole del fatto che sia sempre meno chiara la linea seguita da chi siede a Palazzo Chigi”.

I contraddittori rapporti con la Cina

“La continuità, che è un tema cruciale per un impero come quello americano, non è d’altronde una caratteristica che si può ritenere coincidente con quanto fatto negli ultimi anni. Basti pensare agli eccessi di zelo di Giuseppe Conte con Trump in tempi di governo giallo-verde e le sue chiusure una volta diventato giallo-rosso. Idem per i rapporti con la Cina, con l’Italia che è passata dall’exploit della Nuova Via della Seta all’esclusione dai vertici Ue e Pechino. Anche sul fronte iraniano, l’Italia non ha mai offerto agli Stati Uniti una chiarezza di intenti, passando anche in questo caso da rapporti positivi con Teheran a una forma di sostanziale indifferenza”.

Le muffole di lana di Bernie Sanders

Italia inaffidabile, dunque. Così, quando si passa dal piano della propaganda anti-Trump a quello concreto dei fatti, la cosa balza all’occhio agli esperti ma non alla sinistra nostrana, tutta persa dietro le muffole di lana riciclata che Bernie Sanders indossava all’Inauguration Day. In alternativa ci si concentra sul cappotto di Jill Biden disegnato da una stilista attenta allo sviluppo sostenibile. Tutto l’armamentario retorico del politicamente corretto non ci è stato risparmiato commentando l’avvento dell’era Biden, tranne le notizie vere e cioè che l’Italia rimane nelle terze e quarte file nella considerazione della Casa Bianca.

 

 

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